Una città più verde, ma anche più permeabile e capace di affrontare le ondate di calore e gli eventi meteorologici estremi. È questo l’obiettivo della risoluzione presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi, che integra la mozione sul potenziamento del Piano di Piantumazione del Comune di Ferrara, presentata dal consigliere di maggioranza Luca Caprini.
La proposta parte dalla necessità di rafforzare la presenza del verde urbano come strumento anche di tutela della salute pubblica, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. L’obiettivo non sarebbe però soltanto quello di piantare più alberi, ma di modificare il modo in cui gli alberi vengono inseriti nel tessuto urbano.
“La tutela della salute pubblica, in particolare delle fasce di popolazione più vulnerabili come gli anziani, richiede una riforestazione urbana capace di generare ampie zone d’ombra e di mitigare l’effetto ‘isola di calore'”, si legge nella risoluzione. Secondo il documento, infatti, uno dei problemi è rappresentato dalle dimensioni troppo ridotte delle aiuole stradali, che possono ostacolare lo sviluppo degli apparati radicali. Una condizione che, viene sottolineato, può limitare la crescita della chioma, accorciare la vita degli alberi e comprometterne la stabilità in occasione di eventi meteorologici intensi.
A questo si aggiunge il tema dell’impermeabilizzazione del suolo. L’asfalto e le superfici sigillate impediscono all’acqua piovana di infiltrarsi naturalmente nel terreno e possono quindi contribuire ad aumentare il rischio idraulico durante i nubifragi. Da qui l’idea di superare la semplice logica della piantumazione e puntare sulla rinaturalizzazione dello spazio urbano. “Superare la logica dell’albero inteso come mero elemento di arredo urbano isolato” è uno degli obiettivi indicati nella risoluzione, che propone di associare la piantumazione a interventi di deasfaltatura, o depaving, e alla creazione di superfici permeabili.
Tra i riferimenti indicati c’è Vienna, dove viene sviluppato il modello della “Città Spugna” (Schwammstadt). Il principio consiste nel creare, anche sotto marciapiedi e percorsi, substrati strutturali continui capaci di garantire spazio alle radici e, contemporaneamente, favorire la raccolta e l’assorbimento dell’acqua piovana. La risoluzione chiede quindi al sindaco e alla Giunta di prevedere, nei futuri appalti infrastrutturali, l’introduzione progressiva di “strati di sottofondo continui, aerati e drenanti” sotto i percorsi pedonali e ciclabili, così da permettere alle radici di svilupparsi senza provocare danni alle pavimentazioni. L’altro modello preso in considerazione è quello di Barcellona, con gli “Assi Verdi” e i Superblocchi, dove la riduzione delle superfici asfaltate consente di creare aree di suolo continuo destinate alla vegetazione.
Tra le proposte c’è anche il censimento di piazze, parcheggi sovradimensionati e marciapiedi asfaltati ritenuti non funzionali, per individuare dove sostituire le superfici impermeabili con materiali drenanti e chiari, in grado anche di riflettere maggiormente la radiazione solare.
La risoluzione propone inoltre di superare progressivamente le piccole aiuole isolate nelle nuove urbanizzazioni e negli interventi di rifacimento stradale, introducendo le cosiddette “Trincee Verdi Continue”: strisce di terreno vegetale condivise e senza interruzioni, nelle quali gli alberi possano sviluppare più liberamente le radici. L’obiettivo, spiega il documento, è “massimizzare la stabilità degli alberi, la ritenzione idrica e la crescita”. Il piano dovrebbe inoltre integrare la scelta delle specie arboree più resilienti con indicazioni specifiche sulle caratteristiche del terreno. Tra le essenze citate figurano carpino bianco, bagolaro, tiglio e quercia.
Un capitolo della risoluzione riguarda infine le risorse economiche. La richiesta è di evitare che progettazione ed esecuzione degli interventi gravino sulla spesa corrente del Comune, attivando invece una strategia di finanziamento multilivello.
Vengono indicati il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) 2021-2027, nell’ambito della transizione ecologica e della resilienza, il programma europeo Life per i progetti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e le soluzioni basate sulla natura, il Fondo nazionale per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) 2021-2027 e i fondi nazionali destinati alla rigenerazione urbana e alle infrastrutture.
La proposta del Movimento 5 Stelle punta dunque a trasformare il Piano di Piantumazione da un programma incentrato principalmente sul numero e sulla distribuzione degli alberi a una strategia più ampia di adattamento climatico. Il principio alla base della risoluzione è che il verde urbano non possa essere considerato separatamente dal suolo, dall’acqua e dalla progettazione degli spazi pubblici: più alberi, ma anche più spazio per le radici e meno superfici impermeabili.
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