“Il Comune di Roma dà una lezione di buona amministrazione al Comune di Ferrara. Quello che a Ferrara veniva irriso, a Roma si chiama governo della città”. Il Partito Democratico torna all’attacco del giunta Fabbri sulla gestione degli sfollati del Grattacielo e lo fa chiamando in causa il Campidoglio. Il riferimento è all’intervento disposto il 7 agosto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri per garantire fino a sessanta giorni di assistenza alloggiati in strutture ricettive alle persone evacuate di Spin Time, insieme a sostegno sociale, scolastico e a uno sportello dedicato.
Una scelta che, secondo i dem ferraresi, mette ancora più in evidenza quanto accaduto dopo l’incendio del Grattacielo. “I casi non sono identici e non vogliamo far finta che lo siano: Spin Time è un immobile privato occupato e sequestrato, il Grattacielo è un condominio di proprietari e inquilini evacuato dopo ordinanze comunali. Ma proprio la complessità del caso romano dimostra quanto fosse debole l’alibi utilizzato a Ferrara: davanti a centinaia di persone rimaste senza casa, un’amministrazione non può limitarsi a spiegare perché non è sua competenza. Deve costruire le condizioni per una risposta”, afferma Giada Zerbini, segretaria dell’Unione comune del Pd di Ferrara.
Il riferimento è anche alla mozione depositata il 19 gennaio dalla consigliera comunale Sara Conforti e successivamente bocciata dalla maggioranza. Una proposta che, ricostruiscono i dem, chiedeva una regia pubblica sulla gestione dell’emergenza abitativa e il coinvolgimento degli altri soggetti istituzionali.
Nel caso romano, sottolinea il Pd, l’amministrazione non si è fatta carico dei debiti privati né ha derogato alle regole, ma ha scelto di intervenire sull’emergenza sociale e, parallelamente, di aprire un confronto con la proprietà dell’immobile, arrivando anche a proporne l’acquisizione sulla base di una valutazione pubblica.
“A Ferrara, invece, dopo il primo intervento emergenziale di pochi giorni, famiglie, associazionismo, Caritas e volontariato hanno sostenuto gran parte delle conseguenze – attacca Conforti -.Il Comune ha avviato un percorso esclusivamente per i nuclei fragili, farraginoso, lungo e complesso, ma mentre la maggioranza continuava a invocare la Regione non aveva nemmeno aperto formalmente con essa un confronto istituzionale per costruire una risposta agli sfollati”
La consigliera ricorda inoltre che “a quasi sette mesi dall’incendio, le torri restano inagibili e il percorso per il rientro è completamente a carico dei singoli”.
C’è poi un altro elemento sul quale i dem insistono: il ruolo del Comune all’interno dello stesso condominio. “Il Comune di Ferrara è esso stesso condomino: possiede 49,71 millesimi del Condominio Grattacielo, riferiti a otto unità immobiliari al piano terra, risultando il secondo proprietario per consistenza millesimale dell’intero complesso”, afferma Conforti.
Per la consigliera questo significa che Palazzo municipale “non è soltanto l’istituzione chiamata a governare le conseguenze sociali e urbane della vicenda: siede anche in assemblea di condominio come proprietario e ha un proprio peso nelle decisioni non certo indifferente”. Un dato che, sostiene, “non può essere semplicemente rimosso dal racconto”.
Il Pd respinge quindi quella che definisce una “caricatura” delle proprie richieste. “Nessuno ha mai chiesto al Comune di pagare le morosità private o di sostituirsi ai proprietari. Questa caricatura è servita soltanto a evitare il punto vero”, afferma ancora Zerbini.
La richiesta rimane quella avanzata già nei mesi scorsi: “Una regia pubblica: un tavolo con Regione, Prefettura, Acer, cooperazione e terzo settore; una valutazione indipendente sul recupero e sulle possibili acquisizioni; un progetto di edilizia pubblica e sociale capace di restituire valore agli immobili, servizi al quartiere e una prospettiva alle persone”.
Da qui il nuovo affondo nei confronti del sindaco Alan Fabbri. Conforti annuncia di essersi impegnata con i condomini a portare nuovamente il tema in una commissione dedicata e il Pd pone direttamente una domanda al primo cittadino: “Perché ciò che a Roma è considerato un dovere istituzionale, a Ferrara è stato definito ‘una follia’ e ‘un insulto’?”.
La conclusione dei dem è altrettanto netta: “Il Comune è l’istituzione che deve governare la complessità. Privato può essere il titolo di proprietà. Pubbliche sono le conseguenze, pubblica è la responsabilità. Roma ha scelto di esercitarla. La Giunta Fabbri, finora, ha scelto un alibi”.
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