Alberi ancora a terra, pali dell’illuminazione inclinati, transenne danneggiate e aree tuttora interdette. A quasi un mese dal violento nubifragio di luglio, Pitar Kamarashev, esponente del Movimento 5 Stelle, torna a chiedere all’amministrazione comunale tempi certi per completare il ripristino della città e delle frazioni.
“Nessuno nega l’eccezionalità dell’evento e il lavoro svolto durante l’emergenza, sottolinea Kamarashev, ma l’emergenza non può diventare una condizione permanente. In diversi punti della città sembra che l’intervento più duraturo sia stato mettere una transenna e lasciare tutto lì. Più che alberi da rimuovere, ormai sembrano siti archeologici: manca soltanto la targhetta “Reperto del nubifragio 2026 – non oltrepassare””.
Il Comune aveva comunicato, dopo il nubifragio del 15 luglio, 240 segnalazioni, oltre 300 piante coinvolte e 14 squadre operative. “Proprio perché si è trattato di un evento importante, prosegue Kamarashev, ci aspettiamo che, trascorse settimane, ci sia un quadro chiaro di ciò che è stato fatto e di ciò che ancora manca”.
Il problema, secondo il M5S, non è soltanto di decoro. “Ci sono ancora tronchi e grossi rami accatastati, pali dell’illuminazione inclinati e spazi pubblici sottratti ai cittadini. Una transenna serve a mettere temporaneamente in sicurezza un pericolo, non può diventare parte dell’arredo urbano. E lo stesso vale per le frazioni, dove in molti casi sono stati gli stessi residenti a doversi rimboccare le maniche”.
Kamarashev interviene anche sulla discussione relativa alla futura sostituzione degli alberi. “Si parla di piantumare nuove piante, più resistenti alle intemperie, come proposto anche da un consigliere della maggioranza. Benissimo, ma prima di pensare agli alberi che forse tra vent’anni saranno diventati grandi, sarebbe opportuno occuparsi di quelli che oggi sono ancora a terra. L’amministrazione liberi al più presto le aree dai tronconi e dai materiali lasciati dal nubifragio: ne va della sicurezza e del decoro dei cittadini e della città”.
“Non possiamo pensare, aggiunge, che la soluzione ai problemi di oggi sia aspettare vent’anni che crescano i nuovi alberi. Il verde del futuro è importante, ma intanto bisogna restituire ai cittadini una città sicura, accessibile e decorosa”.
“Non chiediamo miracoli, conclude Kamarashev, ma programmazione e trasparenza. A Ferrara abbiamo già un patrimonio storico straordinario: non credo ci fosse bisogno di aggiungere agli itinerari turistici anche gli alberi caduti il 15 luglio. Prima che arrivi qualcuno a chiedere il vincolo della Soprintendenza, forse sarebbe il caso di rimuoverli. Recintare un problema significa metterlo in sicurezza nell’immediato. Risolverlo significa fare in modo che quella transenna possa essere finalmente tolta”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com