Nuova tegola per Berco, rischia di perdere ordini da John Deere
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Tre patteggiamenti con pena sospesa: due a un anno e sei mesi e una a due anni. È l'accordo - che dovrà essere formalizzato nella prossima udienza - raggiunto ieri (mercoledì 20 maggio) mattina, per i tre giovani finiti a processo davanti al gup
Nessuno come Vasco. Nessun artista italiano vanta un numero così impressionante di formazioni nate con l’unico scopo di replicarne note, sguardi e sfrontatezza. Un fenomeno sociologico, prima ancora che musicale
Il punto della situazione è stato fatto mercoledì mattina (20 maggio) a Cento, il comune del ferrarese tra i più colpiti nel 2012, e che ha ospitato il Comitato istituzionale presieduto dal presidente della Regione, Michele de Pascale, in qualità anche di Commissario straordinario alla Ricostruzione, e dall’assessore con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi
Domenica 24 maggio l’Accademia dei Maestri Artigiani e d’Impresa premierà solennemente 12 imprenditori di eccellenza del territorio
Sono stati cinque minuti di applausi in piedi a tre dei quattro poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi. E’ avvenuto a Rimini al congresso nazionale Sap, il sindacato autonomo di polizia, al quale erano presenti Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani.
Ai tre agenti condannati dalla Corte di Cassazione il 21 giugno del 2012 per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi, tre dei quali copeti da indulto, è giunta dunque una sorta di ovazione dai colleghi del Sap che partecipavano alla sessione pomeridiana del congresso.
I poliziotti condannati per la morte del diciottenne erano già stati invitati lo scorso febbraio al congresso provinciale del Sap, nel corso del quale Gianni Tonelli, ora segretario nazionale, lanciò la campagna #vialamenzogna (in contrapposizione alla manifestazione #vialadivisa organizzata dalla famiglia e dagli amici di Federico per chiedere la destituzione dei poliziotti), tesa a spiegare “attraverso le carte processuali” che i quattro poliziotti condannati in via definitiva per l’omicidio colposo di Federico Aldrovandi “sono innocenti e vittime di un errore”. Un errore cagionato da “una campagna di stampa molto aggressiva, irruente e forte” tale da condizionare attraverso processo mediatico l’esito di quello giudiziario.
Già un anno fa i sindacalisti del Sap avevano applaudito a scena aperta Enzo Pontani all’uscita del tribunale di sorveglianza di Bologna, per manifestare solidarietà e vicinanza al collega che chiedeva l’assegnazione ai servizi sociale, pena alternativa alla carcerazione.
“Provo ribrezzo per tutte quelle mani”, reagisce Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, sul suo profilo Facebook. La stessa Moretti, raggiunta dall’Ansa, aveva commentato indignata “è terrificante, mi si rivolta lo stomaco”, aggiungendo “cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? E’ estremamente pericoloso”.
Non meno indignato il papà di Federico, che sulla pagina Facebook dedicata al figlio si esprime in questo modo: “Orribile. E’ questa la polizia di Stato? Se fosse stato loro il figlio, avrebbero applaudito questi signori gli uccisori del proprio figlio. Ucciso senza una ragione da quattro individui con una divisa addosso. Una divisa che forse non guarderò mai più con fiducia, a meno che… Vergognatevi”.
Da ricordare che oltre ai tre poliziotti presenti al congresso nel caso Aldrovandi era coinvolta anche un’altra agente, Monica Segatto. Tutti e quattro nei mesi scorsi, una volta scontata la pena, sono stati riammessi in servizio anche se con funzioni impiegatizie e lontano da Ferrara. Una riammissione in servizio contestata dai genitori di Federico che ne avevano chiesto la radiazione, sostenuti dal movimento “Via la divisa” che ha dato vita lo scorso 15 febbraio a una manifestazione a Ferrara.
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