Cronaca
21 Luglio 2026
Si tratta di una dottoressa e di un'ostetrica del pronto soccorso ginecologico e di un'infermiera del pronto soccorso generale. Ieri l'autopsia sul corpo della 52enne Maurilla Zona

Sceglie di tornare a casa dal ps e muore. Tre sanitari indagati

di Davide Soattin | 2 min

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Ci sono tre sanitari dell’ospedale Sant’Anna di Cona iscritti nel registro degli indagati per la tragica fine di Maurilla Zona, la 52enne di Coccanile morta poche ore dopo aver autonomamente scelto di rientrare a casa dal pronto soccorso per dolori inguinali e febbre che accusava da alcuni giorni.

A finire sotto la lente degli inquirenti tre professioniste: un medico e un’ostetrica del pronto soccorso ginecologico (avvocato Marco Linguerri) e un’infermiera del pronto soccorso generale (avvocato Michele Ciaccia).

La vicenda risale allo scorso 29 giugno, quando la donna aveva deciso di andare all’ospedale insieme al marito e all’anziana madre a causa di forti dolori che da giorni non le davano tregua. Dopo una lunga attesa, era stata presa in carico dal pronto soccorso ginecologico dove, secondo quanto ricostruito, le sarebbe stato consigliato di consultare il proprio medico curante per ulteriori approfondimenti. Successivamente era stata indirizzata al pronto soccorso generale per essere sottoposta ad altri accertamenti clinici. Anche in questo caso, però, i tempi di attesa si sarebbero protratti. Con il passare delle ore e il persistere dei dolori, la 52enne avrebbe quindi deciso autonomamente di lasciare l’ospedale e tornare alla propria abitazione.

Una volta rientrata a casa, la 52enne è morta nel pomeriggio del giorno seguente, 30 giugno, tra le braccia dei propri familiari. Familiari che, dopo l’accaduto, hanno presentato denuncia ai carabinieri, facendo partire le indagini.

A coordinare l’inchiesta è il pm Stefano Longhi della Procura di Ferrara con l’obiettivo principale di ricostruire con precisione l’intera sequenza degli eventi e accertare eventuali profili di responsabilità a carico delle condotte dei professionisti sanitari che hanno avuto in trattamento la donna.

In questa direzione va la decisione di iscrivere le tre professioniste nel registro degli indagati. Un’iscrizione che rappresenta una forma di garanzia per poter loro permettere di partecipare – attraverso la nomina dei propri consulenti – agli accertamenti tecnici irripetibili disposti dall’autorità giudiziaria.

Ieri infatti, lunedì 20 luglio, è stata eseguita l’autopsia sul corpo della donna. La Procura ha conferito l’incarico al medico legale Matteo Tudini. Le tre sanitarie iscritte nel registro degli indagati sono invece assistite dal consulente Lorenzo Marinelli, mentre i familiari della vittima hanno nominato come consulenti Matteo Bolcato e Federico Toselli.

“Attendiamo con serenità l’esito dei doverosi accertamenti disposti dalla Procura”, ha dichiarato l’avvocato Marco Linguerri, legale di due delle sanitarie coinvolte nell’inchiesta.

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