Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli

Uno degli avvisi al pubblico bruciati per protesta (foto di Lara Marzocchi)
Comacchio. A seguito della decisione adottata dall’Asl nella giornata di mercoledì 8 gennaio di chiudere il punto di primo intervento dell’ospedale San Camillo, il sindaco Marco Fabbri, manifesta il propri rincrescimento, e si riserva di adire l’autorità giudiziaria una volta compiute le opportune verifiche sulla vicenda. La Consulta in difesa del San Camillo intanto annuncia che farà un esposto in procura per interruzione di pubblico servizio.
“Sono indignato come tutti i miei concittadini – sottolinea il primo cittadino intervenuto anche su Facebook dove annuncia un esposto in procura – e disapprovo totalmente le modalità con le quali l’azienda Asl, ha interrotto un servizio pubblico indispensabile, quale è il Punto di primo intervento dell’ospedale San Camillo. Non è la prima volta che l’Asl agisce in maniera a dir poco anti-democratica, attuando veri e propri ‘blitz’ – accusa il primo cittadino -, senza trasmettere comunicazioni preventive alle autorità locali e agli utenti.”
La comunicazione inerente l’interruzione del servizio del Primo intervento sarebbe infatti giunta all’attenzione del sindaco con posta elettronica certificata alle ore 14 di ieri, integrata da comunicazione ulteriore, pervenuta via mail alle ore 18.45. “È del tutto evidente – rileva Fabbri – che l’ASL abbia informato il sindaco, che riveste il ruolo di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza, nonché di massima Autorità Sanitaria locale, solo a fatti avvenuti”. “Ancor più grave, se confermata, è l’affermazione del Direttore Generale dell’Asl, Paolo Saltari – tiene a precisare il sindaco – con cui nella seconda delle due comunicazioni riferisce che l’operazione sarebbe avvenuta come da accordi tra le autorità in indirizzo (Prefettura, Questura, Comando Provinciale Carabinieri e presidente della Ctss). Su questa incresciosa vicenda – conclude Fabbri – attendo di ricevere le dovute delucidazioni, riservandomi tuttavia la facoltà di rivolgermi alle opportune sedi giudiziarie.”
Rimane sul piede di guerra la Consulta popolare per la difesa del San Camillo che, per bocca del suo rappresentante principale, Manrico Mezzogori (le cui condizioni di salute dopo l’incidente – “frutto della protesta contro una gestione che difende gli interessi di casta e la cattedrale nel deserto di Cona” – sono buone), annuncia un esposto in procura per interruzione di pubblico servizio in via di preparazione. “Si comportano come se fossero i padroni della cosa pubblica – afferma Mezzogori -, ma devono comunicare per tempo l’interruzione del servizio invece di farlo con una telefonata il pomeriggio stesso in cui smantellano tutto e senza sostituirlo con un servizio alternativo”. La battaglia continuerà: “Stiamo continuando ad occupare il secondo piano dell’ospedale e possono stare certi che qui non porteranno i servizi alternativi senza prima essersi confrontati con noi: da qui non ce andiamo, neppure se mandano la Folgore o i parà”.
Nella giornata di ieri si è svolta la riunione del coordinamento di tutti i partiti politici comacchiesi per fare il punto della situazione e decidere le prossime mosse da intraprendere.
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