Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
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Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Porto Garibaldi. Arriva la condanna anche per il terzo imputato nel processo stralcio per la morte di Rina Guidi, l’anziana di 77 anni uccisa dopo una rapina in casa sua, in via Cacciatori delle Alpi, la notte tra il 12 e il 13 settembre del 2011.
Per quei fatti sono stati già condannati per omicidio volontario a venti anni di reclusione, sentenza confermata in Corte d’Assise d’Appello (vai all’articolo), Stefania Guidi Colombi, ex nuora della vittima, e il compagno Filippo Milazzo.
Il ‘terzo uomo’, Luigi Milazzo, 23 anni, ebbe un ruolo non di primo piano nel fatto di sangue. Secondo l’accisa, sostenuta dalla pm Barbara Cavallo che per lui ha chiesto 18 anni e 8 mesi di reclusione, il 23enne aiutò il padre e la compagna quella notte. In base alla ricostruzione della procura i tre, con i volti coperti da due maschere di carnevale e da un cappuccio, dopo aver forzato la porta d’ingresso del civico 23 si diressero subito nella stanza da letto di Rina Guidi.
Stefania Guidi Colombi la colse nel sonno. Dapprima le spruzzò dello spray urticante sugli occhi, così da rendere impossibile il suo riconoscimento. Poi si mise sopra di lei immobilizzandola, mettendole una mano davanti alla bocca per impedirle di gridare. Intanto Filippo Milazzo la picchiava. L’anziana perse i sensi e loro le applicarono il nastro adesivo sulla bocca, sugli occhi, attorno alle caviglie, alla testa e sulla schiena, per legarle i polsi.
Mentre la donna era agonizzante cercarono quindi, con l’aiuto di Luigi Milazzo, le chiavi della cassaforte. Una volta scovato il bottino (8.300 euro in gioielli) pensarono alle proprie quote. Al giovane Luigi spettarono 500 euro. Al padre e alla sua compagna i restanti 7800, ricavati dalla vendita dei preziosi a un mercatino dell’oro (sarà il passo falso che permetterà agli inquirenti di risalire a loro). Poi fuggirono. In casa rimase la vittima. Che venne trovata morta per asfissia dal figlio il giorno successivo.
Ora il giudice Franco Attinà si è pronunciato sulla posizione del più giovane dei tre. Gli atti relativi alla sua posizione erano stati rinviati dalla Corte al pm per la riformulazione del capo di imputazione come “concorrente anomalo” nell’omicidio.
Per lui il tribunale ha deciso al termine del rito abbreviato la pena di 17 anni per concorso anomalo in omicidio, sposando così la qualificazione del reato sostenuta dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Stella Pancari del foro di Bologna. Alla pena detentiva si aggiunge una provvisionale di 100mila per la parte civile, Vito Scarpa, il figlio della vittima, costituitosi in giudizio attraverso l’avvocato Elisabetta Bellotti.
“Attenderemo il deposito delle motivazioni – annuncia l’avvocato Pancari -, ma posso già anticipare che faremo sicuramente appello”.
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