Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
La finanza indaga anche su due medici di Ferrara nell’ambito della maxi operazione, che ha interessato 28 province in mezza Italia, su presunti scambi di favori tra informatori farmaceutici e medici. “Do ut des” è il nome dell’inchiesta che ha portato gli ispettori del Nas di Bologna all’interno del Sant’Anna.
La tranche ferrarese delle indagini riguarda due medici di Endocrinologia del S. Anna (anche se l’azienda ospedaliera non risulta coinvolta), il professor E.d.U., 66 anni, direttore dell’unità operativa, e la professoressa M.R.A., 52 anni, dirigente medico dello stesso servizio. Le perquisizioni sono avvenute nei rispettivi laboratori in via Palmirano.
In tutto, tra le varie città, risultano indagate 80 persone, tra dottori, dirigenti e informatori scientifici della società Sandoz. I reati ipotizzati (nel fascicolo generale, non nei confronti dei due medici ferraresi per i quali si aspetta ancora una eventuale formulazione di ipotesi di reato) vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione, all’istigazione alla truffa a danno del Servizio Sanitario Nazionale, al falso.
Secondo le procure di Rimini e Busto Arsizio, che coordinano le indagini, si sarebbero verificati casi di prescrizioni di farmaci gonfiate (anche a bambini) in cambio di favori elargiti dalla casa farmaceutica Sandoz. In cambio i medici avrebbero ottenuto benefici come viaggi all’estero, dispositivi tecnologici come gli iPad e anche in alcuni casi somme di denaro.
Il tutto veniva giustificato attraverso una falsa documentazione che attestava la dazione di danaro per attività di consulenza o di studio, di contributi a congressi o seminari e/o come viaggi per partecipazioni a meeting internazionali.
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