
Protesta davanti ai cancelli dell'Igs-Riva (foto di archivio)
Ruina. La Igs-Riva va in liquidazione. L’annuncio a bruciapelo arriva dalla Provincia di Ferrara, poco prima del tavolo istituzionale che doveva fare il punto della situazione sull’azienda metalmeccanica di Ruina di Ro Ferrarese.
Un tavolo che partiva già “zoppo”, data l’assenza dell’ad Marco Veneselli, che in una lettera ha annunciato dimissioni dall’incarico, nonostante l’impegno, assunto in sede di acquisto dell’ex Bbs nel novembre 2008, di continuare l’attività per almeno 36 mesi.
Da allora però molte cose erano cambiate. La cassa integrazione ordinaria per i circa 200 dipendenti è scaduta il 4 gennaio e i sindacati lamentano l’assenza di un piano industriale. E ora arriva la doccia fredda per i lavoratori che da giorni presidiano i cancelli dell’azienda 24 ore su 24.
Proprio mentre infuriava la protesta dei dipendenti che attendevano la cassa integrazione straordinaria, si viene a sapere che lo scorso 27 gennaio si sarebbe dovuto tenere l’incontro dal notaio, poi rinviato, per le procedure di messa in liquidazione.
Altra tegola: l’azienda avrebbe un debito di oltre 10 milione di euro. L’unica certezza al momento è solo il nome del commissario liquidatore: sarà Alessandro Montalto, ex direttore generale Bbs.
Le residue speranze dei lavoratori, dopo l’uscita di Veneselli, che deteneva il 40% della società, sono aggrappate ai soci che hanno deciso di rimanere, il Monte dei Paschi di Siena e Menandro, imprenditore reggiano del settore dell’alluminio.
Accanto a loro potrebbe schierarsi pro tempore anche Sipro, ma senza altri partner industriali intenzionati a mettere mano al portafoglio la ripresa sarà molto difficile. La priorità ora si chiama acquisto di materie prime. Uno dei tanti paradossi di questa situazione vede infatti commesse (Audi e Wolkswagen hanno chiesto di produrre altre duemila ruote) pronte ad essere evase, ma manca l’alluminio per produrre i cerchioni.
Qualcosa di più si saprà forse venerdì pomeriggio, dopo la riunione del tavolo tecnico. Intanto i lavoratori continueranno a presidiare la fabbrica.
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