Economia e Lavoro
28 Gennaio 2010
Nuove regole di gestione interna e più peso ai “piccoli”

La Carife riparte dalla fiducia

di Marco Zavagli | 2 min

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“Non si vende”. Parola di Sergio Lenzi. E se lo dice il presidente della Fondazione Carife, azionista di maggioranza dall’alto del suo 66% di azioni, c’è da crederci. Lenzi viene così in aiuto di Alfredo Santini in uno dei giorni sicuramente non più facili per il presidente del Gruppo. Nel giorno della presentazione ufficiale ai soci del nuovo direttore generale, Giuseppe Grassano, e soprattutto della presentazione ai soci convocati in assemblea straordinaria delle modifiche allo statuto della Cassa, la tensione e la preoccupazione nella platea del Teatro Nuovo ieri pomeriggio era palpabile.

Dopo gli scossoni degli ultimi mesi la Cassa si appresta ora ad adeguarsi alle direttive di Bankitalia, indicate nelle ‘Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche”. E lo fa nel segno di una chiara distinzione dei ruoli e delle responsabilità degli organi, del bilanciamento dei poteri, di un’equilibrata composizione degli organi, dell’efficacia dei controlli, dell’adeguatezza dei flussi informativi e di una politica di remunerazione aziendale.

“L’obiettivo – ha rimarcato Santini nella sua introduzione – è quello di migliorare i flussi informativi e le responsabilità interne, di rafforzare i controlli, per accrescere l’efficacia dell’assetto organizzativo e in ultima analisi l’efficienza della banca e innescare, in un orizzonte temporale non breve, un circolo virtuoso, in termini di efficienza e di integrità aziendale, tale da ripercuotersi positivamente non solo sugli azionisti, ma anche sulla clientela”.

Il che si tradurrà, a livello regolamentale interno, nella possibilità di nominare i componenti del cda e del collegio sindacale con il meccanismo del voto di lista e la possibilità data agli azionisti che detengano almeno l’1% di azioni della cassa di proporre una propria lista; più peso alle minoranze azionarie, maggiore attenzione alle informazioni interne, distinzione delle funzioni e bilanciamento dei poteri.

Alla fine, parzialmente rassicurati, nonostante la perdita di valore delle azioni lamentata in qualche intervento, come quello di Paolo Malagodi, o di mancanza di tempistica nella convocazione e nell’esame del nuovo statuto, come ha sottolineato Giuseppe Toscano, i soci hanno approvato con due voti contrari e nessun astenuto le variazioni apportate allo Statuto, che entrerà in vigore anche per il rinnovo del cda, fissato ad aprile.

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