Economia e Lavoro
17 Dicembre 2009
I lavoratori di Romagna Ruote: “No alla lotta tra poveri”

670 euro al mese di dignità

di Marco Zavagli | 3 min

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Immagine-036“Sos lavoro” e “Disoccupati imminenti”. Sono i cartelli appesi al collo dei lavoratori di Romagna Ruote. Oltre al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di via Castelbolognesi, in atto da venerdì scorso 24 ore su 24, ieri mattina i dipendenti dell’azienda, da ormai due anni in cassa integrazione, hanno manifestato davanti allo scalone municipale per cercare di sensibilizzare le istituzioni sulla situazione occupazionale che li tocca da vicino.

A maggior ragione dopo la proposta arrivata quasi al fotofinish (tra un mese è prevista la chiusura definitiva salvo “piacevoli sorprese”) dal commissario giudiziale Giovanni Bertoni: ci sarebbe una cordata pronta a subentrare, ma al prezzo di 120 posti di lavoro in meno.

Una proposta giudicata “personalmente non soddisfacente” dallo stesso Tagliani. Il sindaco è sceso dal municipio per incontrare i manifestanti. Sui mattoni rossi di piazza Municipale si sono visti anche il vicepresidente della Provincia Massimiliano Fiorillo e il presidente del consiglio comunale Francesco Colaiacovo. Immagine-038

“Vorremmo innanzitutto sapere nomi e cognomi dei signori che comporrebbero questa cordata (composta – a quanto trasparso dalle parole di Bertoni – di imprenditori in parte ferraresi) – si chiede Mario Nardini della Fiom – e soprattutto sapere se hanno un piano industriale serio, e per “serio” intendo che non lasci a casa più della metà dei 195 dipendenti”.

“Non ci prestiamo a una guerra tra poveri – è il coro dei lavoratori -, a tirare a sorte su chi rimarrà al suo posto e chi verrà licenziato. Non ci illudiamo che tutti possano trovare una collocazione, ma almeno la maggioranza di noi, questo sì. Stupisce che la novità della cordata sia arrivata ad appena un mese dal termine per la dichiarazioni di cessata attività. Non potevano dircelo prima?”.

Marco Correggioli, rsu della Fiom, crede che dalle istituzioni qualcosa in più deve venire. “L’ultima volta il sindaco aveva detto che non era lui la persona preposta a risolvere il nostro problema – afferma il sindacalista -. La nostra impressione è stata che sia lui che la presidente della Provincia, fossero, non dico disinteressati, ma un po’ assenti. Marcella Zappaterra durante l’incontro giocherellava col telefonino. Spero lo facesse solo per nervosismo. Però non ha mai aperto bocca”.

Paolo Maccagnani e Patrizio Pritoni, rsu della Fim-Cisl lanciano un’altra iniziativa che vedrà il volantinaggio davanti alle scuole: “vogliamo sensibilizzare gli studenti delle famiglie che sono in cassa integrazione; devono sapere gli sforzi che devono fare i genitori per mantenerli agli studi con uno stipendio di 670 euro al mese”. 670 euro da due anni. “Se qualcuno non ci crede abbiamo qui le buste paga: si può vivere in modo dignitoso così?”.

Domani si replica con un altro presidio sempre davanti al municipio. La Fiom sarà presente con il proprio direttivo, annuncia Nardini, “per dare un segno di solidarietà”.

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