Il Ponte di via del Lavoro poteva avere una sorte diversa. Una possibilità di concludere i lavori senza riaffidare il cantiere c’era, ma sarebbe stata ignorata dall’amministrazione comunale. È la denuncia che arriva una lettrice, Stefania Brazioli, che gestisce per conto di uno studio commercialista la contabilità di una delle aziende che quel cantiere lo volevano terminare.
“Apprendo con stupore e indignazione gli articoli e commenti sull’ennesima incompiuta ferrarese “Ponte di Via del Lavoro” (vai all’articolo) – scrive -. Stupore nel leggere il rammarico con cui la pubblica amministrazione comunica l’inevitabile (“ritenuto necessario”) avviamento della procedura di rescissione del contratto all’associazione temporanea d’imprese dettato da difficoltà delle imprese impegnate nel cantiere”. E “indignazione” per come “l’opinione pubblica, e in particolare quei poveri cittadini di Via del Lavoro, Via Arginone e via Trenti, è tenuta all’oscuro sulla vicenda”.
Quello di via del Lavoro (una infrastruttura da circa 5 milioni e 700mila euro) venne annunciato come uno dei cantieri gioiello del settore lavori pubblici, con tanto di presenza di giornalisti e fotografi alla posa – nell’agosto 2010 – delle gigantesche travi in acciaio del collegamento tra la zona nord-ovest e quella sud di Ferrara (vai all’articolo). In quell’occasione l’assessore Aldo Modonesi Modonesi si prefigurava di “completare entro marzo-aprile quello che sarà il sesto ponte sul Volano; l’ultimo, quello di via Putinati, risale a 40 anni fa”. E invece arrivarono i problemi. Lo stop dei lavori tra ottobre e novembre. E ora la procedura di rescissione del contratto con l’associazione temporanea di impresa (Ati) di cui era capofila Cir, con in vista l’affidamento dell’opera ad altri partecipanti alla gara.
Ecco allora le amare considerazioni della lettrice. “Mi risulta che le difficoltà siano solo della impresa Cir (capofila dell’Ati con il 65% delle quote di partecipazioni; Tubi e Sarti avevano rispettivamente il 25 e 10%, ndr) che non è riuscita ad eseguire la propria parte di lavoro non consentendo così alle altre imprese partecipato all’Ati di eseguire la loro”. L’esecuzione dell’appalto sarebbe stata iniziata e svolta fino alla fine del 2010 dalla sola capogruppo. Solo a gennaio Tubi, d’accordo con Cir, ha proseguito i lavori. A febbraio però arriva la contestazione degli addebiti da parte del Comune, che richiama la normativa in tema di risoluzione del contratto per grave inadempimento e ritardo. Poi, a metà maggio, la notizia data alla stampa dal Comune.
Eppure qualcosa che poteva indirizzare la vicenda in modo diverso era giunto all’orecchio dell’amministrazione. Fin dall’8 aprile 2011, su richiesta del responsabile unico del progetto (Rup), l’ingegner Ferruccio Lanzoni, le imprese Sarti e Tubi -associate dell’Ati – si sono rese disponibili a subentrare a Cir per completare l’opera a termini di legge “e senza ulteriori rivendicazioni economiche – sottolinea Brazioli -, necessitando solamente di otto mesi in più di lavoro dal momento in cui la pubblica amministrazione avesse espresso la volontà di riprendere i lavori”.
Si trattava in sostanza di una transazione: le ditte avrebbero proseguito il cantiere con rinuncia a gran parte delle riserve iscritte in contabilità. Il Comune, da parte sua avrebbe dovuto rinunciare all’applicazione delle penali.
La stessa Cir “si era resa disponibile – continua la lettera – a non completare i lavori di sua competenza e a rinunciare alle rivendicazioni nei confronti della stazione appaltante a fronte della disponibilità delle altre due imprese ferraresi, Sarti e Tubi. Disponibilità formalizzata il 18 aprile 2011 a mezzo raccomandata inviata anche all’attenzione del sindaco Tagliani e dell’assessore Modonesi”. Tutta documentazione che, su nostra richiesta, il mittente ci ha fornito.
E invece l’accordo non c’è stato. “La proposta è stata ignorata – lamenta la contabile – e non è neppure stata portata a conoscenza dei giornali”, con la conseguenza di “togliere lavoro a due imprese ferraresi, Sarti e Tubi, in un momento così delicato per il settore delle costruzioni e avviare un contenzioso con l’impresa Cir in qualità di capogruppo dell’Ati e un ulteriore contenzioso tra le imprese associate Sarti e Tubi con la capogruppo e con l’amministrazione”.
“Queste sono certezze – chiude la lettera -; quando verrà ultimato il ponte di via del Lavoro sul Volano lo lasciamo ai posteri. La Tangenziale ovest docet”.
Sul punto l’assessore Modonesi non rilascia dichiarazioni, assicurando comunque che il rup “ha fatto tutte le sue valutazioni fino in fondo”. Non è stato possibile però avere un parere dall’ingegner Lanzoni. In ufficio risultava sempre impegnato e le telefonate al suo cellulare, tentate da lunedì fino a ieri, hanno ricevuto solo la chiusura della chiamata.
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