
Rossella Arquà
Ci ha pensato il Ministero a sbloccare l’impasse in Municipio sul caso Arquà. Il Viminale ha confermato che il Comune deve dare seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, che lo scorso novembre dichiarava illegittime le sue dimissioni e, di conseguenza, a surroga in consiglio di Stefano Franchini.
Proprio a partire da quella decisione i lavori del consiglio comunale sono fermi. Il presidente del consiglio Lorenzo Poltronieri, quota Lega, non convoca da quasi due mesi l’assise comunale, caso più unico che raro nella storia repubblicana.
Nel mentre ci sono state richieste incrociate al prefetto di Ferrara per evitare, da parte della maggioranza, che una persona rea confessa di aver inviato alcune delle lettere minatorie al vicesindaco possa tornare a sedere sugli scranni del Municipio e per chiedere che la giunta applichi la legge, da parte delle opposizioni.
Ora il dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno ha sciolto la matassa, confermando il reintegro dell’ex fedelissima di Lodi: “Il Comune è tenuto a dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato, provvedendo a reintegrare la signora Arquà nella carica, ripristinando il plenum assembleare”.
Ora potrà anche ripartire l’attività del consiglio comunale. Per domani, mercoledì 21, è attesa la conferenza dei capigruppo, alla quale – a rigor di legge – non dovrebbe presenziare il capogruppo del Carroccio Franchini. Il 28 dicembre invece si terrà il consiglio comunale.
L’ordine del giorno non è ancora stato diffuso, ma il clima promette di essere sicuramente incandescente.
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