Politica
20 Aprile 2026
Un gruppo di docenti denuncia lo “scolasticidio” in Palestina e rilanciano il legame tra istruzione, libertà e lotta contro ogni forma di oppressione

25 Aprile, scuola e resistenza: un appello da Ferrara per Gaza

di Redazione | 2 min

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Pubblichiamo di seguito l’appello redatto da alcuni docenti di Ferrara, sotto il nome collettivo di Scuola per Gaza, in vista della ricorrenza del 25 Aprile.

La lotta di liberazione dell’Italia dal fascismo è stata anche una lotta contro l’uso della scuola come strumento di oppressione delle classi popolari, in favore di una scuola che contribuisse all’emancipazione e al contrasto delle disuguaglianze, in favore di una vita degna di essere vissuta. Come insegnanti, lavoratrici e lavoratori della scuola, siamo consapevoli che il diritto all’istruzione è un diritto universale, che va perseguito giorno per giorno. Per questo non possiamo essere indifferenti – e non lo siamo stati – davanti al genocidio in diretta del popolo palestinese a Gaza; genocidio che viene perpetrato anche attraverso la cancellazione di un intero sistema scolastico, con la distruzione di scuole e università, biblioteche e musei, e l’uccisione, spesso mirata, di centinaia di insegnanti e della quasi totalità del corpo docente universitario: in una parola, lo scolasticidio che mira a cancellare la possibilità che l’identità di un popolo possa prolungarsi nel tempo. Con la cancellazione dei luoghi, degli strumenti e delle persone che rendono possibile la trasmissione del sapere, della cultura e dell’identità nazionale viene cancellata l’anima stessa di un popolo. È per noi ancora più grave constatare che il genocidio di Gaza è stato, nei fatti, un laboratorio che ha testato l’accettazione di uno stato di guerra permanente: contro la quale non hanno reagito i governi, ma l’opinione pubblica globale.

Lo scolasticidio, la cancellazione dell’identità e dell’anima palestinese sono ancora in corso, mentre la guerra di diffonde sull’intero Medio Oriente: non possiamo accettarlo, così come non possiamo accettare l’attacco delirante e insensato contro chi si ostina a pronunciare parole di pace; così come non possiamo accetttare l’ipocrita equiparazione, in nome di una falsa “ricerca del dialogo”, fra le parole di pace e le parole di guerra.

Per questo chiediamo a chiunque faccia parte del mondo della scuola di riconoscere nelle manifestazioni del 25 aprile prossimo un appuntamento ineludibile, e di essere presente per caratterizzare quella giornata di festa e di lotta anche come una giornata di lotta per il diritto all’istruzione, alla pace e alla liberazione di tutti i popoli, lungo tutti i fiumi e fino a tutti i mari di un mondo che non abbia altro confine che il cielo e la coscienza morale.

Contro ogni genocidio e ogni forma di fascismo, colonialismo, oppressione politica, economica e patriarcale:

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

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