Cento. È terminato con una condanna e una assoluzione il processo per lesioni a sfondo razziale per l’aggressione del giorno di Carnevale di due anni fa. Durante la festa dei carri di cartapesta, una partitella di calcio improvvisata in via Matteotti si trasformò in pestaggio. Alcuni ragazzi presero di mira un giovane marocchino, arrivando a insultarlo con epiteti che la procura giudicherà razzisti. E andarono oltre. Quel giovane venne fatto cadere a terra con uno sgambetto e picchiato fino a procurargli la frattura della mano sinistra e lesioni giudicate poi all’ospedale SS. Annunziata guaribili in più di 40 giorni.
Per quei fatti erano chiamati a rispondere di lesioni aggravate Gennaro Scialò, 29 anni, e Carmine Cardelia, 32 anni, entrambi residenti a Cento, difesi rispettivamente dagli avvocati Paolo Bicocchi ed Enrico Tassinari). Parte civile si era costituito il ragazzo picchiato, Mohammed El Asri, assistito in giudizio dall’avvocato Alessandro D’Agostino.
Ieri davanti al giudice collegiale (Caruso, Matellini e Attinà) la pm Mariaemanuela Guerra aveva chiesto 4 anni di reclusione per entrambi gli imputati. Alla richiesta di condanna si era associata l’accusa privata, ricordando come “l’unica colpa di El Asri fosse stata quella di partecipare alla festa di Carnevale” e di “meritare, chissà perché, una lezione”.
Per la difesa non si poteva avere la “certezza oltre ogni ragionevole dubbio di quanto denunciato, viste le diverse discordanze raccolte in sede testimoniale”.
Il tribunale ha deciso di assolvere per non aver commesso il fatto Cardelia e di condannare Scialò a 3 anni, oltre che a una provvisionale di 10mila euro e alle spese processuali così come chiesto in sede di requisitoria l’avvocato D’Agostino per la parte civile.
Bicocchi ha già annunciato che ricorrerà in appello.
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