di Emanuele Gessi
“Sembra che Ferrara sia stata dimenticata dal Ministero dell’Interno. Il Dipartimento non manda uomini. È una realtà che ci colpisce non solo a livello di agenti ma anche di funzionari. Non abbiamo funzionari in divisioni importantissime. Ci sentiamo abbandonati”.
Lo dichiara Massimiliano Caputo Rosa, della segreteria Silp Cgil. Ma è con una convergenza unitaria che i sindacati Silp Cgil (Polizia di Stato), Siam (Aeronautica Militare) e Lrm (Esercito Italiano) sono scesi in mobilitazione davanti alla Prefettura nella mattina del 18 giugno per chiedere che le cose cambino.
“Anche l’anno scorso siamo venuti per le stesse problematiche esistenti e ancora una volta non si sono risolte”, commenta Fabrizio Tassinati, della segreteria confederale Cgil.
Le due questioni prioritarie – conferma Michele Nigro, di Siam – a livello nazionale sono quelle del rinnovo contrattuale (con un “gap strutturale del 10%” fra aumenti salariali e inflazione reale) e della tutela previdenziale (ritardo nell’avvio della previdenza complementare e insufficienza delle risorse per la previdenza dedicata).
Venendo al locale, a Ferrara si segnalano almeno un altro paio di temi non trascurabili. A partire dalle carenze di organico (che riguardano Questura, Polizia Stradale, Polizia Postale e Polizia Ferroviaria), con tante quiescenze che non vengono assorbite dai nuovi ingressi: “La carenza di personale – constata Caputo Rosa – si attesta al 30%. È a rischio la sicurezza e la repressione dei reati”. Le ricadute si fanno sentire sugli effettivi “obbligati continuamente a fare straordinario, per sopperire all’ordinario”. Quindi gli alloggi di servizio, ovvero le abitazioni che dovrebbero ospitare i lavoratori delle forze dell’ordine che vengono trasferiti in questa città, di cui si riferisce la difficoltà a “trovare una locazione”.
Si noti bene che, lato sindacale, si tiene a ringraziare il prefetto Massimo Marchesiello per averli accolti, dopo il presidio, nei suoi uffici garantendo un tavolo di ascolto. Il problema è diffuso a livello nazionale, tanto che la mobilitazione riguarda tutto il Paese. Pur dovendo fare i conti con il fatto che per chi opera nella Polizia di Stato e nelle forze armate il diritto di sciopero non è contemplato. Le persone presenti erano agenti e funzionari liberi dal servizio.
Chi avrebbe effettivo potere di intervento e di provvedimento è il Ministero dell’Interno, che ad agosto procederà a un’importante movimentazione del personale. Un momento, potenzialmente dirimente, a cui si guarda con impazienza: “Il Ministero dovrà tenere Ferrara in considerazione e assegnare personale, altrimenti c’è un rischio per la sicurezza di tutti”, conclude Caputo Rosa, che promette nuove mobilitazioni e azioni di protesta se le cose non cambieranno e se continuerà a esserci “questa mancata attenzione, che viene tanto propagandata, ma che nella realtà non c’è”.
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