Copparo. “Non c’era una situazione di emergenza”. Le parole di Sergio Golinelli, assessore provinciale all’Ambiente per una decade, dal 1999 al 2009, piombano come un macigno nell’aula B del tribunale di Ferrara, dove ieri si è tenuta l’udienza relativa al processo sulla discarica Crispa di Jolanda di Savoia. Al vertice di allora della società copparese è contestato l’affidamento diretto di un appalto per quasi 4 milioni di euro ad una ditta di Berra per una parte dei lavori relativi alla realizzazione del quinto lotto della discarica.
Le indagini, svolte dalla guardia di finanza nel maggio del 2008, si erano chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio per otto persone: l’ex presidente Vittorio Volpi, i membri del cda dell’anno oggetto delle indagini, il 2006 (Daniele Bertarelli, Roberta Luetti, Oriano Mascellani, Valentino Menegatti, Francesco Orlandi, Nicoletta Tumiati), e l’ex direttore tecnico di Area Arrigo Bellinazzo.
Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Anselmo, quei lavori dovevano essere eseguiti in base ad esigenze di urgenza e necessità, in base alla relazione fatta dal direttore generale. Ora però le parole dell’assessore sembrano smentire quei caratteri di emergenza: “se c’è un’emergenza, in base al piano provinciale dei rifiuti – ha continuato Golinelli – questa viene gestita all’interno del bacino provinciale, attraverso l’“aiuto” degli altri impianti presenti sul territorio”.
Ma se non ci fu mai un’emergenza, certamente punti di criticità ci furono. “Nei primi anni del mio mandato – ricorda Golinelli -, a causa della cessazione di alcune attività imprenditoriali, si accumularono rifiuti speciali in quattro comun della provincia”. Di qui l’accordo con Area per smaltire i rifiuti speciali per alcune decine di migliaia di tonnellate a Mesola e Migliaro. L’accordo prevedeva un rapporto di 1 a 4: per ogni tonnellata di rifiuto speciale smaltito Area poteva godere del conferimento di quattro tonnellate di rifiuti urbani.
“Un accordo giudicato in seguito poco remunerativo da Area – continua l’assessore – che chiese di aumentare il rapporto a 1 a 7 nonostante rimanessero ancora una quantità da smaltire (rimanevano ancora 17mila tonnellate su 40mila)”. La Provincia non lo autorizzò e il confronto è tutt’ora in corso.
Per l’avvocato Anselmo l’assessore “ha ammesso che Area ha ritirato oltre 20mila tonnellate per conto di un altro gestore e che quella di Migliaro era una situazione a rischio. Sono circostanze che si commentano da sole”.
A complicare però la posizione degli imputati è stato l’esame, avvenuto prima di quello di Golinelli, di uno degli investigatori, il maresciallo Giovanni Fabrizio Stocchino, che ha spiegato come le fatture relative all’inizio dei lavori di pavimentazione nella discarica furono antecedenti alle approvazioni delle delibere autorizzative dei lavori di ampliamento.
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