di Lucia Bianchini
La Polizia di Stato ha festeggiato nella giornata di mercoledì 29 settembre il suo Patrono, San Michele Arcangelo, con una celebrazione solenne che si è tenuta nella chiesa del Gesù in via Borgo dei Leoni, presieduta da don Paolo Valenti, vicario pastorale dell’Arcidiocesi di Ferrara- Comacchio.
Il 29 settembre 1949 San Michele Arcangelo fu proclamato Patrono e Protettore della Polizia di Stato da Papa Pio XII, per la naturale assonanza con la missione assolta, con professionalità ed impegno, da tutti i poliziotti chiamati ogni giorno ad assicurare il rispetto delle leggi, l’ordine e la sicurezza dei cittadini e che trova la sua sintesi nel motto “Sub lege libertas”.
“Ringrazio gli appartenenti alla Polizia di Stato, i fedeli compagni di tutte le mie giornate di lavoro. È la famiglia di cui orgogliosamente faccio parte- ha esordito Cesare Capocasa, questore di Ferrara, nel suo saluto in conclusione alla celebrazione-: persone ordinarie che fanno cose straordinarie, senza clamore, persone che con onore, passione e disciplina svolgono il proprio lavoro, che è prima di tutto una missione civile. Un reverente e commosso pensiero va a chi ha lavorato ma anche vissuto e condiviso con noi gioie e dolori professionali e personali e che, in nome degli Alti valori della Giustizia e della Legalità a cui da 169 anni la Polizia di Stato si ispira, ha sacrificato la propria vita”.
“Noi poliziotti sentiamo di avere una ragione di esistere in quanto operiamo per gli altri, siamo loro vicini, viviamo tra la gente, per la gente, cercando di dare il meglio di noi. Ed anche quando sbagliamo non desideriamo alibi: è giusto che coloro che si rendono protagonisti di eccessi o di mancanze, a volte anche gravi, debbano, con rigore e fino in fondo, risponderne – ha proseguito Capocasa- . La trasparenza e la legittimità del nostro agire devono essere garanzia indefettibile per la democrazia del Paese. Chi tradisce infanga la divisa, chi non rispetta le leggi, chi prevarica i più deboli non è degno di indossare l’uniforme. Solo così saremo credibili, solo così potremo alimentare quel clima di fiducia che ci annovera tra le Istituzioni più amate. Abbiamo condiviso i sacrifici e le difficoltà anche di questo anno con le nostre famiglie che ringrazio per il loro silenzioso, prezioso sostegno. Un pensiero commosso a tutte le vittime di questa pandemia e a tutti coloro che hanno perso la vita nell’esercizio del dovere”.
“Nella vita tutti ci chiediamo cosa dobbiamo fare per essere un buon prete, un buon cittadino, un buon funzionario dello stato, un buon poliziotto: occorre motivazione, spinta interiore – ha affermato don Paolo Valenti nella sua omelia- , la professione non è il solo rispetto delle regole, ma lo spirito di servizio è molto più importante. Per svolgere bene quel servizio, nella quotidianità, per un cristiano c’è un solo modello da imitare: Gesù Cristo. Non c’è un tempo, un ambito, il servizio è totale, coinvolge tutta la vita: un poliziotto è tale anche quando non indossa la divisa. La parola evangelica impone poi di farsi servo di tutti, senza eccezioni. Non sempre nell’aiutare o nel consolare qualcuno avremo i modi o le parole giusti, ma i fallimenti non devono fermarci, anzi devono spronare ad andare avanti, a trovare nuovi strumenti e nuove parole”.
La giornata di festeggiamenti è proseguita presso Palazzo Scola Camerini, sede della Questura Estense, dove il questore ha premiato le donne e gli uomini della Polizia di Stato che si sono particolarmente distinti nello svolgimento della loro attività: vice questore aggiunto Dario Virgili, assistente capo Nicola Cane’, assistente capo Mirko Antinori, agente Domenico Cosentino, assistente Gabriello Pedicini, assistente capo in quiescenza Eugenio Gentile, assistente capo Alessio Colombari, assistente capo David Marinai, vice ispettore Daniele Bazzani, assistente capo Carla Basile, Andrea Marzocchi, agente scelto Mauro Cassanelli. All’assistente capo Coordinatore Massimo Beccari è stato conferito il Nastrino per lungo impiego nei servizi di tutela dell’ordine pubblico.
Ad accompagnare anche quest’anno la commemorazione del patrono è stata l’iniziativa denominata “Family day”, un’occasione d’incontro tra il personale della Polizia di Stato ed i propri familiari nei luoghi e negli ambienti lavorativi. La Questura di Ferrara ha consentito alle famiglie, ai figli e a 24 bambini della scuola primaria Alda Costa di Ferrara, di effettuare visite guidate all’interno degli uffici, tra cui la sala operativa, la polizia scientifica, di salire a bordo delle volanti di assistere ad un’esibizione dei cinofili, dove hanno avuto modo di notare l’abilità dei cani di importante supporto a numerose attività di Polizia.
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