Il canale sperimentale chiamato “Orizzonte” e il suo innovativo sistema per la riduzione di fosforo e nitrati nell’acqua è stato il protagonista assoluto della due giorni di lavoro e confronto sul territorio organizzata dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara nell’ambito del progetto Seacure, che ha visto la partecipazione attiva di partner italiani e internazionali, riuniti per condividere strumenti di trasferimento tecnologico e buone pratiche di tutela idrica nel bacino del Mediterraneo.
Il progetto che si inserisce nel programma europeo Horizon – da cui deriva il nome assegnato al nuovo canale – (missioni Ocean and Waters e Soil Deal for Europe) finanziato in totale con quasi 8 milioni di euro ha appunto l’obiettivo di sviluppare e testare soluzioni basate sulla natura – Nature-Based Solutions – Nbs – volte a prevenire, ridurre e rimediare all’inquinamento da nutrienti lungo l’intero sistema terra-fiume-mare. In questo contesto il Delta del Po rappresenta uno scenario ideale per il progetto e proprio per questo il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha scelto di realizzare un intervento pilota incentrato, appunto, sulla costruzione di un canale sperimentale lungo un chilometro situato tra le campagne di Argenta e Comacchio, nei pressi del Canale Circondariale. Un’infrastruttura creata ad hoc finanziata con un contributo di 262.500 € opera come un impianto avanzato di fitodepurazione controllata: le acque di scolo cariche di fertilizzanti agricoli vengono deviate nell’alveo dove la vegetazione palustre igrofila e i consorzi microbici del fondale assorbono e “digeriscono” nitrati e fosforo tramite processi di denitrificazione, prima che i flussi raggiungano il Delta del Po e il mare Adriatico. Le prestazioni del canale pilota vengono monitorate e validate scientificamente in tempo reale grazie alla collaborazione diretta con l’Università degli Studi di Ferrara e l’Università di Parma.
Le due giornate si sono articolate in una sessione conoscitiva sul campo con tecnici e ricercatori italiani ed europei che hanno effettuato una visita guidata all’area del canale pilota e successivamente, all’Impianto Idrovoro di Codigoro, snodo fondamentale per la gestione idraulica dell’intero Basso Ferrarese. Proprio nell’impianto idrovoro di Codigoro è stata ospitata la tavola rotonda “Dalla sperimentazione al territorio: soluzioni, esperienze e prospettive per la gestione e la qualità delle acque” alla quale hanno preso parte diversi esponenti del mondo accademico, istituzionale e associativo. Per la componente scientifica e universitaria sono intervenuti Giuseppe Castaldelli ed Elisa Soana dell’Università degli Studi di Ferrara, Monia Magri dell’Università degli Studi di Parma e Theocharis Nazos della National Technical University of Athens. Il confronto con gli enti territoriali e le istituzioni ha visto poi la partecipazione di Patrizia Ercoli (Responsabile dell’Area Tutela e Gestione Acqua della Regione Emilia-Romagna), Paola Fagioli (Legambiente Emilia-Romagna) e Alessandro Buzzoni (Direttore dell’Area Territorio del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara).
Buzzoni, che lavora a stretto contatto proprio con le esigenze più stringenti del territorio, ha detto: “Il Consorzio sta affrontando un importante percorso di cambiamento all’insegna della multidisciplinarietà che prevede anche la presenza tra i nostri tecnici di biologi. Questo perché ormai è necessario non solo garantire la risorsa idrica, ma anche valorizzarla, lavorando su un livello di qualità sempre migliore. Sappiamo che il ferrarese presenta un reticolo fortemente artificializzato e la nostra sfida principale è potenziarne il valore ecosistemico, integrando le esigenze irrigue con quelle ambientali. L’intervento qualitativo che stiamo sperimentando sul canale pilota ci offre un assist fondamentale per poter esportare queste soluzioni in altre realtà, continuando a collaborare anche con il mondo agricolo per individuare spunti e soluzioni migliorative che da un lato garantiscano la produttività agricola e dall’altro siano riescano a salvaguardare il Delta fino al mare. Perché un mare più sicuro e meno inquinato rappresenta un obiettivo di valore per tutte le nostre comunità”.
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