Cento. Garantire il sostentamento dei quasi 200 dipendenti ormai in cassa integrazione da un anno a zero ore (con stipendi di circa 750 euro al mese più integrazioni). È stato questo il fulcro dell’incontro tenuto ieri nella sede di Unindustria tra sindacati e Oerlikon, dopo le note vicende che hanno bloccato la patrimonializzazione di Italy Automotive per perfezionare la cessione del ramo di impresa.
“La CIGS terminerà il 25 ottobre e Fim, Fiom, Uilm e Ugl hanno chiesto alla Oerlikon – riferisce Valter Chessa della Fim Cisl – la cassa integrazione in deroga per altri sei mesi prorogabili. Se nel frattempo la cordata acquirente riuscirà ad avere il capitale necessario valuteremo di conseguenza”.
A giorni la procedura dovrà essere approvata in ambito regionale. È stato inoltre sottoscritto da tutti i sindacati, ad eccezione della Fiom, un verbale di accordo aziendale che accompagna la procedura di cassa integrazione in deroga. Si tratta di quattro punti, di cui i primi tre di “matrice” sindacale e il quarto voluto dalla proprietà.
Il verbale prevede che l’azienda riconosca l’anticipazione della cassa integrazione. Dal 4 novembre, poi, si apriranno possibilità di mobilità per qui dipendenti che riescono a trovare una nuova occupazione e per il pre-pensionamento con incentivi dai 9 ai 15mila euro. È stato inoltre definito con la proprietà un sostegno al reddito di circa 215 euro lordi mensili.
Da parte sua la Graziano Trasmissioni ha inserito nel verbale il fatto che a partire dal 4 novembre verranno trasferiti le attività, la tecnologia e i macchinari che non faranno parte di una eventuale cessione di ramo d’azienda.
Questo è il passaggio che ha visto la Fiom mettersi di traverso e rifiutare il negoziato. “Noi abbiamo firmato con piena responsabilità – spiega Chessa –, perché la nostra priorità sono i lavoratori, già provati da dodici mesi di cassa integrazione”.
Tutto questo ovviamente rimarrà lettera morta nel caso Italy Automotive riuscisse, entro il 4 novembre, a definire la patrimonializzazione del capitale sociale necessario a perfezionare l’acquisto dello stabilimento di via Ferrarese a Cento. Se dovesse venir superata la soglia del 4 novembre, la trattativa arretrerebbe notevolmente, dovendo dipartire da una nuova stipula di un prezzo di acquisto, a questo punto difficilmente competitivo come nella prima proposta.
Questa mattina alle 11.30 si terrà un’assemblea dei lavoratori per spiegare i punti principali del’incontro di ieri a Unindustria. Le segreterie nazionali dei sindacati dei metalmeccanici intanto hanno chiesto un incontro in ministero per trattare a livello nazionale la vertenza.
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