Economia e Lavoro
8 Ottobre 2010
Dopo la notizia del sequestro del denaro chiesto da Italy Automotive

Oerlikon conferma la volontà di chiudere Cento

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. Una pietra sopra. Probabilmente tombale. Il tanto laconico quanto efficace comunicato di Unicredit giunto alle redazioni l’altro ieri sera ha creato scompiglio e forse anche rassegnazione tra le parti impegnate nella vertenza dello stabilimento di Cento.

Dall’ufficio stampa dell’istituto di credito, dal quale si aspettava la liquidità necessaria a far partire il nuovo piano industriale della newco, era arrivata la doccia fredda: “Relativamente alla vicenda Oerlikon, UniCredit precisa che non sussistono problemi di carattere burocratico-amministrativo imputabili alla banca. Precisa inoltre che il titolo depositato presso la banca del valore nominale di 40 milioni di dollari, di cui era stato richiesto il trasferimento alla società Italy Automotive, è stato sequestrato dalla procura di Roma”.

In Provincia non c’è stato nemmeno il tempo di riprendersi dalla notizia che una seconda mail, questa volta da Rivoli (Torino), sede nazionale della Oerlikon Graziano, è comparsa sul computer dell’assessore alle Attività produttive Carlotta Gaiani: “la Oerlikon Graziano non conosce le ragioni del sequestro dei titoli destinati alla capitalizzazione della Italy Automotive. La necessità della capitalizzazione per un ammontare minimo di 10 milioni di euro è stata voluta dalla Oerlikon Graziano sin dall’inizio della trattativa al solo scopo di tutelare i lavoratori, essendo tale condizione, al di là di qualunque altra clausola contrattuale e di qualunque fideiussione, la migliore garanzia della sostenibilità del business plan elaborato da Italy Automotive e parte integrante del contratto di cessione del ramo d’azienda. La posizione della Oerlikon Graziano rimane immutata e, pertanto, la mancanza della suddetta capitalizzazione impedisce la finalizzazione del contratto e la cessione del ramo di azienda in oggetto”.

I che significa chiusura dello stabilimento di via Ferrarese. Piove sul bagnato insomma. Ed è difficile muoversi in qualsivoglia direzione, “anche perché – conferma Gaiani – l’unica persona che può sapere i motivi del sequestro è chi ha ricevuto la notifica. Si ipotizzano reati, ci saranno evidentemente degli indagati, visto che le misure di sequestro implicano un reato”.

L’assessore fa sapere che “oggi (ieri, ndr) il ministero ha mandato comunicazione alle parti per avere lumi sul prosieguo delle trattative; ritengo però che questo provvedimento abbia messo un bella pietra sopra le residue speranze di accordo”.

“Sapremo tra oggi e domani quali sono le motivazioni – aggiunge Samuele Lodi della Fiom -, la nostra priorità è salvaguardare i posti e di lavoro (circa 200 i dipendenti in attesa del loro futuro, ndr). Sembra di essere ritornati al 18 dicembre 2009, quando l’azienda comunicò la volontà di chiudere. Ora resettiamo e partiamo da capo”.

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