Cronaca
23 Dicembre 2009
Da Bologna solo 17 uomini. Comune e Hera: “Abbiamo fatto il possibile”

Emergenza neve. Arriva l’esercito, ma per poco

di Marco Zavagli | 5 min

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IMG00035-20091222-1750Arriverà l’esercito anche a Ferrara. Una notizia che di per sé potrebbe rincuorare dopo l’inferno di ieri mattina. E invece l’armata che piomberà in città è composta di appena 17 militari. Meglio che niente, anche se il sapore dell’imbarazzo accompagna la notizia che l’amministrazione comunale concede alla stampa: “ci siamo trovati di fronte a un evento assolutamente eccezionale”.

L’occasione è stata data dalla conferenza d’urgenza che il sindaco Tiziano Tagliani ha voluto convocare, chiamando al tavolo anche i dirigenti di Hera responsabili del piano neve, per “metterci la faccia” di fronte alle innumerevoli proteste che soprattutto su Estense.com hanno fatto da cornice alla gestione dell’emergenza.

Tocca all’assessore alla Mobilità e Lavori Pubblici Aldo Modonesi il compito di riassumere la situazione. E lo fa parlando del resto d’Italia. In particolare del Nord: treni in ritardo, autostrade chiuse, città come Genova messe peggio di noi. Tutto per dire che “l’evento che ci siamo trovati ad affrontare è assolutamente eccezionale: 14 ore di nevicate continua da venerdì a sabato mattina cui ha fatto seguito un brusco abbassamento delle temperature, con medie di 4-5 gradi sotto lo zero e picchi di -10”.

Il cambio repentino di temperatura non avrebbe facilitato il piano neve nemmeno nella notte tra domenica e lunedì (il giorno della paralisi completa, per intenderci). “Attorno alle 4.30 di notte – spiega Modonesi – era atteso l’arrivo dello scirocco che avrebbe contribuito a mitigare il clima e invece si è registrato un altro brusco calo di temperature che ha nullificato l’intervento dei mezzi spargisale”. Quindi gli spargisale sono passati. Questa l’assicurazione del Comune che viene prontamente confermata da Hera. “Ieri (lunedì, ndr) – continua l’assessore – sono stati sparsi 1500 quintali di sale. Con questi siamo arrivati a 10mila quintali in 4 giorni: un milione di kg di sale”.

Per rendere l’idea, l’anno scorso, durante la nevicata a ridosso del capodanno, ne furono riversati nelle strade circa la metà. “Il sale non è mai mancato – aggiunge Modonesi -; qualche ora fa è anzi arrivato un ulteriore rifornimento (circa 2mila quintali)”.

Tocca quindi ai tecnici di via Diana snocciolare numeri e tabelle relativi agli interventi di Hera da venerdì ad oggi: “Fin dall’inizio di questo evento straordinario ed eccezionale – rimarca Oriano Sirri di Hera -, l’azienda si è mossa in stretto coordinamento con il Comune; già da venerdì abbiamo iniziato l’attività preventiva 24 ore su 24”.

La viabilità principale è rimasta sempre percorribile – rincara la dose Alberto Santini, anch’egli responsabile piano neve di Hera -; domani (oggi, ndr) arriverà sale anche da Foggia (già “battute” le piste dei serbatoi di Porto Viro, Porto Marghera e Ravenna, ndr)”.

Difficile non sgranare gli occhi di fronte a quello che le cronache hanno riportato rispetto a sabato mattina. Tanto più dopo l’ecatombe di ieri vissuta al pronto soccorso, con due persone in coma per cadute sul ghiaccio, oltre 170 interventi effettuati solo in mattinata e 100 persone finite in ortopedia.

Ma questi sono i dati forniti: oltre 30 mezzi a disposizione, di cui 15 spargisale, 18 lame (di cui 4 piccole e 14 grandi), 8 tecnici attivi per coordinare le attività 24 ore su 24, 950 tonnellate di sale, oltre 2600 ore di lavoro.

“D’altronde – allarga le braccia Santini – la rete viaria di Ferrara è estesissima e non si poteva arrivare ovunque”. Effettivamente i dati del Comune parlano di 1200 km di strade di competenza municipale. “Di questi – assicura Modonesi – ne sono stati coperti 800. 200 sono strade bianche e i 300 di viabilità principale hanno visto gli spargisale passare 2 o 3 volte al giorno. Nei restanti 500 non è stato possibile garantire la stessa copertura”.

“Qualsiasi evento che si produce ogni 10/12 anni trova la città impreparata” taglia corto Tagliani, ricordando le stime dei metereologi, che fanno risalire un’altra nevicata simile per portata al 1986. Il sindaco giudica comunque peggiore lo stato dei marciapiedi piuttosto che quello delle strade comunali (la polizia municipale ha rilevato solo 4 incidenti): “la nostra città non è più abituata a operazioni di auto-responsabilità”. Ossia? “Se avessimo potuto prevedere una distribuzione di pacchi di sale agli incroci delle strade le persone avrebbero potuto utilizzarli in proprio per rendere sicuri i marciapiedi davanti alle loro abitazioni”. foto(3)

In attesa di sviluppare la nostra “auto-responsabilità”, la protezione civile (con quattro squadre) già da questa mattina provvederà a spalare i marciapiedi. E oggi dovrebbe arrivare l’esercito. Un contingente da far arricciare il pizzetto al ministro La Russa: 17 uomini in partenza da Bologna per otto ore di supporto. “In realtà – spiegano gli amministratori -, la Difesa si era resa disponibile anche ad inviarci mezzi pesanti, ma purtroppo assolutamente inadatti alle vie cittadine”.

Oggi intanto le scuole rimarranno chiuse. Un provvedimento forse tardivo visti i disagi vissuti da genitori, professori e alunni. “Se ci fosse stata una diversa preoccupazione meteorologica avremmo anticipato di un giorno l’ordinanza”, replica il sindaco, ricordando che l’altra notte “si è aggiunta una situazione climatica diversa da quella anticipata dai bollettini”.

Vengono infine le cifre. In consiglio Modonesi aveva parlato di 100/200mila euro in più del previsto per fronteggiare l’emergenza. L’unico dato che abbiamo in mano è che una tonnellata di sale costa dai 50 ai 60 euro (esclusi costi di trasporto e reperimento). “Abbiamo a bilancio ogni anno una cifra fissa di 200mila euro – chiarisce -; nel 2008 il piano neve è costato 300mila euro e quest’anno li abbiamo superati abbondantemente. Per farvi fronte abbiamo già impegnato il fondo di riserva e spalmeremo il sovrappiù tra il 2009 e il 2010: non abbiamo mai lesinato né su sale né sugli euro”.

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