Politica
5 Novembre 2020
Oltre il danno la beffa. Votata in commissione una delibera per pagare le spese legali

Buoni spesa, la decisione di Fabbri ci costa 66mila euro

di Redazione | 2 min

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Questo giornale lo aveva già anticipato a maggio: la decisione del sindaco leghista Alan Fabbri di resistere immotivatamente all’ordine del tribunale che aveva giudicato discriminatoria la delibera sui buoni spesa e condannava il Comune a ripristinare criteri conformi alla legge per l’erogazione, sarebbe costata un bel po’ di soldi ai ferraresi.

Ma Fabbri non ha voluto sentire ragioni: ““un attacco vero e proprio all’Italia! resisterò! Andrò avanti su questa linea fino in fondo”.

E così è stato. Purtroppo per i cittadini. Resistere al provvedimento ha avuto come ripercussione – e il provvedimento del tribunale lo scriveva a chiare lettere – far pagare ai ferraresi, oltre al risarcimento per la causa civile, anche ulteriori sanzioni per ogni giorno di ritardo nell’applicare criteri conformi alla legge italiana.

Lo scorso luglio il tribunale, oltre a ordinare al sindaco di “riformulare i criteri e le modalità di assegnazione, consentendo la presentazione di nuove domande”, aveva anche condannato il Comune di Ferrara a versare oltre 40mila euro agli stranieri che avevano fatto ricorso.

E a quei 40mila, oltre alle spese legali e ai costi degli uffici comunali, si aggiungono – notizia di ieri – 66mila euro. Quest’ultima cifra la rende nota il consigliere di Gente a Modo Dario Maresca, reduce dalla commissione consiliare dove è stata votata una delibera per il relativo pagamento per la causa persa.

“Se la giunta avesse almeno accettato la prima ordinanza cautelare di aprile – afferma Maresca -, dove il giudice già dava torto al comune, ci saremmo risparmiati questi 66mila. Invece la giunta si è ostinata, ha fatto reclamo contro la prima ordinanza, e poi a luglio non solo è stata confermata la discriminazione ma è arrivata anche la condanna al pagamento delle spese”.

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