di Andrea Profili
I lavoratori precari della scuola scendono in campo, o per meglio dire in parco Massari, per il presidio di protesta verso la situazione nella quale sono costretti a lavorare e che è ulteriormente peggiorata a causa dell’emergenza sanitaria.
In particolare, a scatenare la nuova protesta sono state le mancate assunzioni promesse (circa 24 mila posti assegnati a fronte degli 84 mila previsti), la decisione del Governo di avviare lo svolgimento delle prove del concorso straordinario di stabilizzazione, previsto per il 22 ottobre e quindi in emergenza Covid, con un successivo maxi-concorso aperto a oltre 500mila candidati, che potrebbe di fatto essere rischioso per la salute dei partecipanti.
Disagi anche per le supplenze, determinati da ritardi ed errori nelle graduatorie.
“Queste selezioni – dicono i rappresentanti dei sindacati della scuola – non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre esporranno il sistema e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi e al rischio che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono, siano esclusi dalla partecipazione al concorso”.
Tra testimonianze di docenti precari costretti a pagare di tasca propria corsi di formazione, procedure per ottenere il ruolo cambiate in corso d’opera e reiterazione di contratti a tempo determinato, la protesta ha prodotto un documento unico firmato dai sindacati e dalle associazioni che verrà presentato al prefetto, con le richieste sintetizzate nei seguenti punti: stabilizzazione tramite prova orale e la valutazione dei titoli dei docenti con tre anni di servizio, per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica; stabilizzare tramite prova orale i docenti specializzati, ovvero personale già selezionato, per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità; rivedere lo svolgimento in presenza delle prove in piena epidemia, in modo da non escludere i precari in situazione di quarantena in concomitanza della prova; avvio dei percorsi abilitanti a regime per tutti, e in particolare per i docenti con tre anni di servizio
La mobilitazione fa parte di una giornata di protesta nazionale organizzata da Flc, Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams.
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