Mancano poco più di due mesi al concerto di Marilyn Manson a Ferrara, ma attorno all’evento è già scoppiata una polemica. Le performance del ‘Reverendo’, da sempre considerate da molti provocatorie e dissacranti, continuano infatti a dividere l’opinione pubblica, e la città estense – come dimostra la nota de Il Popolo della Famiglia – non fa eccezione.
Durante un intervento a Radio Radio, commentando il dj set di Charlotte De Witte organizzato a Genova dalla collega Silvia Salis, il sindaco Alan Fabbri aveva raccontato che la rockstar americana, prima dell’esibizione dell’11 luglio al Ferrara Summer Festival, sarebbe stata “ospitato dalle suore, in un convento“. In realtà, il sindaco faceva riferimento a una consuetudine ormai consolidata: da anni, in occasione dei concerti in piazza Ariostea, gli ambienti del convento delle suore di San Vincenzo vengono messi a disposizione come backstage per gli artisti. Non si tratta quindi di un’ospitalità vera e propria, ma di un supporto di tipo logistico.
Una dichiarazione – quella ai microfoni della radio romana – che il primo cittadino ha definito una “particolare verità“, ma che nelle ultime ore ha innescato un passo indietro da parte delle religiose.
A spiegare la situazione è stato lo stesso Fabbri: “Tutti gli anni, in piazza Ariostea, gli artisti hanno potuto riposare (anche gli Slipknot) – prima dell’esibizione – nel backstage del palco, che per l’occasione è sempre stato il convento delle suore di San Vincenzo“. Tuttavia, prosegue il sindaco, “purtroppo, dopo tutta questa attenzione mediatica sulla notizia, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia – con cui non posso dire di avere ottimi rapporti – di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson”.
Fabbri, che in radio aveva definito questa disponibilità come “qualcosa di straordinario e progressista“, non nasconde il proprio disappunto: “Dispiace e sono certo che le suore non abbiano colpe, e colgo l’occasione per ringraziarle per il grande aiuto offertoci in questi anni”. Poi aggiunge una riflessione più ampia: “Quando ci si trova di fronte a quella che, nel linguaggio ecclesiastico, potrebbe essere definita una pecorella smarrita, a maggior ragione bisognerebbe cercare il dialogo e accoglierla”.
Il primo cittadino insiste sul tema del confronto: “Nella mia lunga esperienza politica ho capito che tutti abbiamo un terreno comune da cui partire per instaurare un rapporto. E invece questa chiusura a prescindere, da chi solitamente non manca mai di attaccarmi pubblicamente proprio su questi temi, mi lascia un po’ perplesso“.
Nel frattempo, l’organizzazione del festival e il Comune stanno cercando una soluzione alternativa per allestire il backstage. “Peccato, questa sarebbe stata davvero una bella immagine e storia da raccontare» conclude Fabbri, pur assicurando che “anche quest’anno sarà un festival di grande musica”.
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