Attualità
24 Aprile 2026
Il direttore artistico di Grisù 451 - Festival delle Parole Paolo Panzacchi sceglie di dimettersi. "Non una resa ma un atto di denuncia politica"

A Ferrara “un deserto che avanza e inghiotte pensiero critico e indipendente”

di Redazione | 4 min

Leggi anche

“Ho scritto queste righe con l’amarezza di chi ha visto un sogno di partecipazione scontrarsi con la realtà di una città che sembra aver paura della propria vitalità, preferendo operazioni legate a meri spot, anche in senso elettorale, a logiche partecipate e di confronto”.

Lo scrittore Paolo Panzacchi in una lunga lettera indirizzata ai ferraresi ma anche agli amici e alle amiche di Grisù 451 – Festival delle Parole di cui è direttore artistico, annuncia le sue dimissioni, pur momentanee, dal festival.

“In un’Italia che troppo spesso relega la cultura a decoro o a ‘evento una tantum’ – scrive -, dimenticando che essa è il tessuto connettivo della democrazia, la nascita e la crescita di Grisù 451 – Festival delle Parole rappresenta, continuerà a rappresentare e ha rappresentato un’anomalia necessaria”.

Per Panzacchi fare cultura oggi nel nostro Paese “significa operare in un campo minato di tagli, burocrazia e miopia strategica”, mentre a Ferrara “questa sfida assume contorni ancora più netti”. “La nostra città – scrive -, troppo spesso ripiegata su una gloria passata, rischia costantemente di trasformarsi in una ‘città vetrina’: bella da guardare, ma internamente spenta, chiusa in un isolamento sociale che alimenta solitudini e disincanto”.

La scelta di dimettersi però “non è una resa” e neanche “una scelta privata” o “un semplice avvicendamento”, ma “un atto di denuncia politica”.

Oggi Panzacchi, guardando Ferrara, vede “un deserto che avanza e che sta inghiottendo ogni spazio di pensiero critico e indipendente”. “Le mie dimissioni – spiega – arrivano in un momento di oscurantismo per il tessuto civile ferrarese. Abbiamo assistito a una sistematica operazione di smantellamento della socialità dal basso: la chiusura del Centro Sociale La Resistenza e lo spegnimento forzato dei circoli Arci, come l’Officina Meca e le difficoltà alle quali viene condannato il Circolo Arci Bolognesi, non sono fatalità burocratiche. Sono figlie di una volontà politica che vede l’aggregazione libera come un disturbo e il pensiero divergente come un pericolo”.

A questo aggiunge “il mancato sostegno cronico da parte dell’amministrazione comunale, che ha scelto di ignorare la valenza strategica di un Festival (Grisù 451, ndr) che porta cultura viva in un quartiere complesso come quello del grattacielo, preferendo invece la sola retorica delle divise e degli sgomberi muscolari”. “Fare cultura a Ferrara oggi – aggiunge – significa operare in totale solitudine istituzionale, talvolta anche umana, ostacolati da una visione che confonde la sicurezza con il vuoto e il decoro con il silenzio”.

Scrive della “tracotanza e finta padronanza” con cui si parla di ‘effetto moltiplicatore’ degli investimenti culturali, “un coefficiente che illustra come gli investimenti fatti per Bruce Springsteen, Vasco Rossi, Battiti Live, Karaoke abbiano raddoppiato il valore”.

Sottolinea però come gli “investimenti che i circoli fanno per la musica, che noi facciamo per la nostra Rassegna hanno effetti che portano moltiplicatori tra le sei e le dieci volte le cifre impiegate il tutto, almeno per noi, senza un euro di contributi pubblici”.

“Noi – scrive – investiamo per costruire reti stabili, sicure, inclusive, non per sequestrare il centro storico, le piazze o distruggere un parco pubblico”.

Insieme a lui l’Associazione di Promozione Sociale 451 che, “con le sue diverse anime e sensibilità, si è erta e si erge a baluardo contro questo infinito inverno sociale, cercando di contribuire a trasformare il Consorzio Factory Grisù in un’ultima linea di difesa”. Quando però “il clima diventa irrespirabile, quando l’ente pubblico taglia i ponti invece di gettarli, restare al timone significa rischiare di diventare un semplice ‘evento di facciata’ utile solo a essere invitato come testimonial a kermesse vuote per pulire la coscienza di chi sta spegnendo la città”. Così, dice, “in un mondo di utili idioti noi scegliamo di essere menti veloci e scomode”.

“Lascio la direzione – spiega – perché non voglio che ciò che sto facendo per Grisù 451 diventi qualcosa che possa essere usato per altri scopi, che diventi una foglia di fico che possa essere utilizzata da chi amministra una città che chiude i suoi centri sociali e i suoi circoli. Lascio perché la parola, per essere libera, ha bisogno di ossigeno e di spazi aperti, non di un contesto che celebra il decoro mentre smantella i rapporti umani”.

Per Panzacchi Grisù 451 “è la dimostrazione che, anche in un contesto nazionale e locale ostile, la cultura può e deve essere il motore per ricucire i legami sociali”. E aggiunge: “Non siamo qui per occupare uno spazio, ma per creare una comunità che si rifiuti di restare spenta”.

Siamo convinti – dice – che la risposta alla stasi non sia l’intrattenimento passivo, ma la partecipazione attiva. Laddove la città tende a chiudersi, noi apriamo; laddove il silenzio diventa indifferenza, noi portiamo il confronto”.

“Il mio legame con l’Aps 451 – conclude – resta saldo, rimarrò in questo contesto e continuerò a dare il mio contributo, oggi questo mio gesto è un necessario grido d’allarme: se questa amministrazione continuerà a negare ossigeno alla cultura indipendente, ai luoghi dell’Arci, continuerà a ignorare situazioni come quella del Centro Sociale La Resistenza e continuerà a fare scelte muscolari circa la questione abitativa e di inclusione sociale, a Ferrara rimarrà solo il rumore delle serrande che si abbassano e l’assordante silenzio di una città che muore“.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com