Torna a casa, in attesa del processo e con l’impegno a iniziare un precorso di recupero. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto l’istanza difensiva e ha concesso gli arresti domiciliari a Pierpaolo Alessio, il giovane di 23 anni che la notte del 20 novembre scorso ha picchiato, contribuendo a cagionarne la morte, la nonna Maria Luisa Silvestri (71 anni), mentre si trovavano in auto, di ritorno da una cena in pizzeria con la madre, fino a cagionarne la morte.
A fine maggio la procura aveva chiuso le indagini per omicidio pluriaggravato dall’aver agito nei confronti di un’ascendente e di una persona anziana e indifesa.
Alessio era stato sottoposto fin da subito alla detenzione cautelare in carcere. Una spinta decisiva verso la sostituzione della misura con quella meno gravosa dei domiciliari in casa della madre (e con il divieto di comunicare con persone diverse da quelle con cui coabita o che lo assistono) è arrivata anche dagli accertamenti psichiatrici e psicologici fatti svolgere dal difensore di Alessio, l’avvocato Pasquale Longobucco.
La relazione redatta degli esperti permette di ritenere diminuita al pericolosità del 23enne e di escludere il pericolo di reiterazione del reato considerando che “l’evento delittuoso abbia costituito un unicum per via della specialità della relazione tra l’Alessio e la vittima – scrive il giudice nell’ordinanza richiamando la consulenza di parte -: tale assunto appare compatibile con la ricostruzione dei fatti derivante dall’analisi degli atti d’indagine e trova conforto nei riscontri dichiarativi, allegati all’istanza, acquisiti dal marito della vittima (e nonno di Pierpaolo) e nella volontà espressa dall’indagato di intraprendere un trattamento psichiatrico e psicoterapeutico, il cui avvio e buon esito richiedono ragionevolmente un contesto non carcerario”.
Anche il pubblico ministero ha dato il suo assenso alla modifica della misura cautelare.
Al giovane non viene contestato di aver avuto intenzione di uccidere la nonna: le botte non sono state causa diretta della morte, non hanno colpito punti vitali, ma sono state sicuramente una concausa determinante, insieme alle precarie condizioni di salute della signora, comunque conosciute da Alessio, che ancora oggi presenta un vuoto di memoria relativo alla tragedia di cui si è reso protagonista.
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