Politica
20 Dicembre 2009
Il nuovo movimento cerca di guardare oltre le regionali. Già 60 le adesioni

Generazione Pdl, il partito che vuole governare

di Marco Zavagli | 4 min

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IMG00029-20091219-1119Vogliono essere il Pdl di domani. Dove il “domani” non finisce con la scadenza elettorale delle regionali, ma va oltre. Fino alla pretesa di essere un giorno la classe dirigente che amministrerà Ferrara e la sua provincia. Sono i giovani, e non solo, di “Generazione Pdl”, il nuovo movimento che “nasce dalla volontà – si legge nell’atto costitutivo – di alcuni eletti negli enti locali e dirigenti del Popolo della Libertà della provincia di Ferrara, accomunati da una medesima visione politica volta al superamento delle polemiche interne e al rilancio di una politica che non deve essere contro qualcuno, ma per qualcosa cioè per il bene dei cittadini ferraresi e del nostro territorio”.

A presentare questo nuovo corso, ieri a Ferrara nella sala convegni dell’Hotel Carlton, c’erano Luca Cimarelli (consigliere comunale di Ferrara), Fabrizio Toselli (sindaco di Sant’Agostino); Federico Saini (consigliere comunale di Ferrara), Cristina Coletti (presidente del consiglio comunale di Bondeno), Luca Pancaldi (vicesindaco di Bondeno), Stefania Milani (consigliere provinciale), Annalisa Righetti (consigliere comunale di Ostellato per i Popolari liberali), Carlos Dana (coordinatore provinciale Giovane Italia) e Paolo Spath (presidente provinciale Giovane Italia).

Si tratta dei primi sei firmatari. Ma altri cinquanta ne sono seguiti (sono circa 80 gli amministratori su cui possono contare i pidiellini nel ferrarese). Tra questi anche i tre sindaci di centrodestra (il già citato Toselli, Manuela Rescazzi di Masi Torello e Flavio Tuzet di Cento)

Alle firme e alla presentazione seguiranno presto dibattiti, approfondimenti, incontri ecc… “Il documento che abbiamo presentato è una cornice – esordisce Cimarelli -. Al suo interno il quadro delle azioni da proseguire è ancora da dipingere ed è aperto al contributo di tutti”.

Insomma una generazione “non contro qualcosa o qualcuno ma per qualcosa”, per usare le parole del consigliere ferrarese. E quel qualcuno sono i cittadini e quel qualcosa è Ferrara e la sua provincia. “Questo movimento – continua Cimarelli – racchiude tutte le anime del Pdl ed è la risposta a chi dice che il Pdl è solo una somma aritmetica di partiti. In realtà siamo un partito vero. E a dirlo sono gli amministratori che sono stati votati dalla gente. La nostra legittimazione ci viene dal basso. Si è data l’immagine che il mondo politico del Pdl ferrarese finisse a marzo. Ma le scadenze che interessano alla gente sono quelle successive: ci chiedono un progetto di governo. Qui partono le nostre battaglie che vogliamo vincere e le nostre scommesse che vogliamo azzeccare”.

“Non importa da dove veniamo, ma dove vogliamo andare – fa eco Saini (per inciso la stessa dichiarazione che fece Giuliano Amato dal palco della Festa dell’Ulivo di Pontelagoscuro nel 2006, parlando ovviamente di Ds e Margherita…, ndr) -. Il nostro denominatore comune è la voglia di gestire il territorio. C’è chi vorrebbe un repulisti completo. Noi invece guardiamo oltre il 30 marzo e vogliamo essere punto di riferimento da quel momento in poi. Ecco perché non ci interessa schierarci in favore di qualcuno per le regionali”.

L’obiettivo è allora quello di “creare una generazione nuova di politici, che sappia approcciarsi alla politica in maniera diversa conferma Toselli –. Un esempio è quello di creare una tavola rotonda dove si possa parlare di problemi concreti, di viabilità, di servizi; fare insomma in modo costruttivo, politica senza demonizzare l’avversario. Sarebbe un segnale diverso nei confronti del teatrino della politica di cui spesso siamo stati spettatori”.

Concorda Carlos Dana, che ha deciso di aderire per “due ordini di motivi: non sopporto la politica fatta con le chiacchiere e le divisioni e per rappresentare le tematiche giovanili: Ferrara è una città che sta morendo e i giovani che sono costretti a scappare per studiare o lavorare ne sono la più triste dimostrazione. Vogliamo creare opportunità di studio e di lavoro qui, affinché i giovani rimangano e Ferrara non muoia del tutto”.

“Siamo sia il futuro che l’avanguardia – aggiunge Spath -: vogliamo smuovere la politica con le nostre idee, senza però cadere nel giovanilismo a tutti i costi. Mandiamo avanti chi lo merita”.

Ultima, ma solo in ordine di intervista, Stefania Milani, che fa notare come “le pari opportunità all’interno di questo progetto sono date da una presenza femminile che vuole collaborare insieme a uomini, giovani e anziani per costruire le vere pari opportunità per Ferrara, per non essere ancora il fanalino di coda della regione”.

Tra il pubblico, in prima fila, non è mancato Alberto Balboni. Il senatore ha rigettato ogni sospetto di patrocinio dell’iniziativa e, confermando che non si candiderà alla guida del coordinamento provinciale (per il sostituto però si dovrà attendere il prossimo congresso, da fissare nel 2012), si è limitato a dire che “mi fa piacere che si sia parlato di regole e che queste vadano rispettate”.

Non era presente ma si è affrettato infine a mandare la sua “adesione convinta” Mauro Malaguti, che assicura di “condividere pienamente quei principi e valori che devono far superare definitivamente ogni schieramento ex An – ex Fi per dedicarsi e lavorare tutti insieme, e a tutti i livelli istituzionali, a quel grande sogno promosso dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di un’Italia nuova, moderna, e migliore per le future generazioni”.

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