“Di epocale la riforma Gelmini ha solo il rischio di smantellare la scuola pubblica”. Il primo giorno di scuola avrà a Ferrara, così come in Emilia-Romagna, il colore delle bandiere del Pd, che si mobiliterà per incontrare genitori, alunni e insegnanti. Di fronte ai cancelli verrà distribuito un volantino che riporta le ripercussioni dei tagli del governo sul sistema scolastico regionale. Seguiranno fino a fine mese altre iniziative di sensibilizzazione in tutta la provincia.
Per lanciare l’iniziativa il Pd ha scelto, come luogo di presentazione, piazzetta Sant’Anna per la sua collocazione: tra Borgo dei Leoni, via Previati e via Boldini. Qui sorsero le prime scuole dell’Italia unita. Nel 1860 nacque il liceo classico, nel 1863 l’istituto tecnico “Monti” e successivamente la scuola Alda Costa. E sono proprio parole della sindacalista ferrarese scritte nel 1914 quelle che mutua Paolo Calvano per dare il senso dell’iniziativa: “e se ancora una volta si posporranno gli interessi della scuola e della cittadinanza a quelli di qualche individuo o partito politico, siano i maestri… sia l’opinione pubblica ad insorgere ad imporre il primo passo verso il salvataggio della scuola”.
E di “salvataggio della scuola pubblica si tratta davvero”, incalza Cristina Corazzari, responsabile Scuola di Viale Krasnodar, che elenca i numeri di questa nuova fase. In Emilia-Romagna, nell’a.s. 2010-11 si conteranno 8.000 studenti in più, 1.193 docenti in meno (di cui 264 della scuola primaria, 196 della secondaria di primo grado e 770 della secondaria di secondo grado) e 650 unità di personale ATA in meno.
A Ferrara saranno 2.777 gli alunni iscritti alla scuola d’infanzia, 12.503 quelli alle elementari, 7.569 alle medie e 14.157 alle scuole superiori. 99 saranno i docenti in meno, il personale docente sarà così organizzato: 221 insegnanti alla scuola d’infanzia, 1.036 alle elementari (meno 15 unità rispetto all’anno passato) 546 alle medie (meno 20 rispetto all’a.s. 2009-10) e 1.098 alle superiori (ne mancheranno meno 64 rispetto all’anno scorso). 57 saranno le unità di personale ATA mancanti rispetto all’anno 2009-2010.
Ne sa qualcosa il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, che da un mese ormai incontra i genitori degli alunni per spiegare che “questa finanziaria che mette contro sindaci e famiglie, quando il vero la scelta di fondo è invece politica: quella di attaccare la scuola pubblica”.
Non è stato immune dalla riforma nemmeno Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, che si è visto chiudere una delle tre scuole del territorio, quella di San Giovanni di Ostellato, “con conseguenti oneri – puntualizza – a livello di ampliamento delle altre strutture che riceveranno gli alunni” sfrattati” e i costi di trasporto”.
C’è poi anche una “testimone” di quanto sta accadendo e di quanto si consumerà a partire da oggi. Francesca Lambertini, madre di una studentessa della classe seconda della scuola media Galileo Galilei di Vigarano, spiega come nella scuola frequentata dalla figlia sia stata soppressa una delle tre prime, comprimendole in due sezioni da 26 alunni, “nonostante ci siano studenti disabili, per i quali il certificato medico prevede classi da 15 studenti”. “Uno di loro – racconta – ha la sedia a rotelle incastrata tra i banchi”.
Per questa situazione è pendente un ricorso al Tar e proprio per domani è attesa la pronuncia del giudice amministrativo. Questa mattina, nel frattempo, i genitori degli alunni delle seconde di Vigarano si fermeranno con i propri figli davanti ai cancelli, senza varcare la soglia dell’istituto: “non si può calpestare- dice Lambertini – la dignità dei nostri ragazzi”.
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