Ven 5 Lug 2019 - 452 visite
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“Amarcord” apre il sipario su Cinema Castellina

Il capolavoro di Fellini è stato il film più votato dal pubblico della rassegna

Dal 5 luglio al 23 agosto tutti i venerdì sera Piazzale Castellina si trasformerà in un’arena cinematografica estiva con 200 posti a sedere, proponendo otto film scelti in collaborazione con il pubblico, tra cui titoli sia italiani che stranieri, e grandi classici restaurati. La rassegna ad ingresso gratuito è inserita nel progetto Giardino Woe, organizzata da Arci Ferrara e realizzata grazie al supporto e alla collaborazione del Centro di Mediazione del Comune di Ferrara.

Venerdì 5 luglio alle ore 21.30, per il primo appuntamento con Cinema Castellina, verrà proiettata l’ultima versione restaurata di uno dei più amati capolavori di Fellini, Amarcord.

A Borgo, tra il 1930 e il 1935, l’adolescente Titta cresce subendo condizionamenti entro e fuori dell’ambito domestico. Mentre tenta di affermare la propria personalità, gli sovvengono molteplici ricordi. Suo padre Aurelio è un piccolo impresario edile perennemente in discordia con la moglie Miranda; zio Pataca vegeta alle spalle dei parenti; zio Teo è ricoverato in manicomio; il nonno si gode egoisticamente una salute di ferro, non trascurando di prendersi delle libertà con la domestica. Nella provinciale cittadina emergono: Gradisca, una procace parrucchiera; Volpina una ragazza un po’ scema e priva di freni inibitori; una tabaccaia mastodontica, quasi mostruosa; un avvocato dalla retorica facile e magniloquente; Giudizio, il matto; Biscein il bugiardo; il motociclista esibizionista e tutta una galleria di personaggi che, agendo nel mondo della scuola, della chiesa, e nelle feste fasciste, nelle celebrazioni folcloristiche o negli avvenimenti eccezionali, rivelano caratteristiche bislacche.

Molte delle inquadrature di Amarcord sembrano l’edizione critica del ‘kitsch’ fascista, della sua iconografia rurale, della sua propaganda industriale, colta nel momento piccolo-borghese, con la cultura delle nostre zone depresse. La famiglia che vediamo rievocata nel film è quella dell’amico d’infanzia Titta Benzi e intorno a lui pullula un’umanità descritta con tinte sanguigne e linee grottesche (soprattutto i rappresentanti delle istituzioni, il clero e i gerarchi fascisti), con tenera sensualità (Gradisca) e un’ironia al tempo stesso affettuosa e graffiante. La vitalità delle figure che popolano il film cela una sotterranea, profonda malinconia. Il piccolo borgo romagnolo degli anni Trenta riassume una delle più penetranti immagini dell’Italia secondo Fellini: un piccolo mondo immaturo e conformista, succube di un regime becero e mistificatore, o tristemente impotente di fronte alle sue violenze.

Il restauro è stato realizzato dalla Cineteca di Bologna. Il film, con i suoi 231 voti, ha ricevuto il maggior numero di consensi da parte dei residenti del Quartiere Giardino e del futuro pubblico del cinema nel piazzale, coinvolti nella scelta dei titoli da vedere per questa edizione grazie alla somministrazione di un questionario cartaceo e online. Il secondo appuntamento con il Cinema Castellina sarà venerdì 12 luglio con la proiezione di Io, Tonya di Carig Gillespie.

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