Una fondazione che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. È stata presentata ufficialmente la Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia – Ente Filantropico, nuovo soggetto nato per raccogliere l’eredità della storica Fondazione Estense e trasformarla in uno strumento moderno di partecipazione e sostegno alla comunità locale.
A illustrare missione e prospettive dell’ente è stato il presidente Riccardo Maiarelli, che ha sottolineato come la nuova realtà rappresenti “un nuovo punto di partenza” per Ferrara e la sua provincia. Accanto a lui Giovanni Azzone, presidente nazionale di Acri (Associazioni di Fondazioni e Casse di risparmio), Matteo Tiezzi, presidente Fondazione di Modena, Vincenzo Meola, dirigente, Vigilanza Fondazioni di origine bancaria al Ministero dell’economia e delle finanze, Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara e l’ex ministro Patrizio Bianchi per portare il saluto dell’Università di Ferrara.
La Fondazione è stata costituita nel marzo 2025 attraverso la fusione di quattro fondazioni legate ai lasciti testamentari che negli anni hanno contribuito alla crescita del territorio. Un passaggio reso necessario anche dalla fusione per incorporazione della Fondazione bancaria Estense nella Fondazione di Modena, che avrebbe lasciato Ferrara priva di un proprio ente filantropico di riferimento.
“Da questa fusione di enti nasce un ente nuovo, riconosciuto come ente filantropico e iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Per noi è un nuovo punto di partenza”, ha spiegato Maiarelli aggiungendo: “Raccogliamo l’eredità di chi ci ha preceduto e la mettiamo oggi al servizio del futuro”.
Il presidente ha insistito sul significato stesso di “fondazione di comunità”, definendola una realtà chiamata ad agire in stretto contatto con il territorio. “Il baricentro della nostra azione non è dentro il palazzo, ma fuori, tra le persone. Non ci limiteremo a custodire un patrimonio, ma lo trasformeremo in opportunità, relazioni e progetti”.
Un approccio che punta all’ascolto e alla costruzione condivisa delle risposte ai bisogni emergenti. “Una fondazione di comunità – ha affermato Maiarelli – non decide al posto del territorio. Ascolta il territorio, ne raccoglie le energie e le rimette in circolo”.
Sul fronte economico, la nuova Fondazione potrà contare su un accordo strategico con la Fondazione di Modena che prevede uno stanziamento complessivo di 14 milioni di euro nel triennio 2025-2027, destinato esclusivamente alla provincia di Ferrara. A queste risorse si aggiunge un patrimonio di dotazione superiore ai 10 milioni di euro derivante dall’aggregazione dei quattro lasciti fondativi.
“Vogliamo essere – ha spiegato il presidente – un paziente investitore sociale. Non rincorreremo l’effetto immediato, ma sosterremo processi di lungo periodo capaci di generare cambiamenti sostenibili”.
Accanto alle erogazioni, la Fondazione punta a sviluppare una forte attività di raccolta fondi, coinvolgendo cittadini, imprese, associazioni ed enti. L’obiettivo è trasformare la generosità diffusa in un patrimonio collettivo capace di amplificare l’impatto delle iniziative sul territorio.
“La vera forza di una fondazione di comunità è trasformare tanti gesti di generosità, grandi e piccoli, in un capitale collettivo”, ha sottolineato Maiarelli, annunciando campagne dedicate a progetti concreti nei settori del welfare, della cultura, dell’ambiente e dell’inclusione sociale.
Le linee programmatiche del prossimo quadriennio si svilupperanno lungo tre grandi direttrici: Persona, Cultura e Pianeta, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
La prima area riguarderà il welfare inclusivo, la comunità educante, il sostegno alle persone fragili, agli anziani, alle persone con disabilità e ai giovani. Particolare attenzione sarà dedicata al contrasto della povertà educativa, della dispersione scolastica e delle nuove forme di disagio giovanile.
La seconda area sarà dedicata alla cultura, intesa come strumento di crescita civile e coesione sociale, con interventi per la valorizzazione del patrimonio territoriale e il sostegno alle imprese creative.
Infine, l’area Pianeta sosterrà ricerca scientifica, innovazione, transizione ecologica e tutela ambientale, con particolare attenzione alle ricadute concrete sul territorio.
La Fondazione è già operativa, sono stati pubblicati i primi bandi per un valore complessivo di 200 mila euro e sono stati avviati progetti specifici come “Alleanza Digitale”, dedicato all’educazione all’uso consapevole delle tecnologie, e iniziative rivolte ai giovani per creare spazi di aggregazione e percorsi educativi alternativi alle sospensioni scolastiche.
Alla presentazione è intervenuto anche l’ex ministro e professore dell’Università di Ferrara Patrizio Bianchi, che ha ribadito il sostegno dell’ateneo al percorso della Fondazione, sottolineando l’importanza di costruire una comunità inclusiva capace di affrontare le trasformazioni sociali, culturali e demografiche in corso.
Il presidente nazionale di Acri, Giovanni Azzone, ha definito la nuova realtà ferrarese “un nuovo stadio evolutivo” nel percorso delle fondazioni italiane, richiamando la necessità di mantenere un forte legame con i territori. “Chi opera in una fondazione ha la responsabilità di individuare le priorità più rilevanti per la propria comunità. Per farlo servono conoscenza del territorio, competenze e capacità di coordinamento, perché i problemi di una comunità non si risolvono da soli”.
Un concetto ripreso anche dal presidente della Fondazione di Modena, Matteo Tiezzi, che ha spiegato le ragioni della scelta compiuta dopo l’incorporazione della Fondazione Estense. “Abbiamo voluto costruire un modello che mantenesse la capacità di dialogo con la comunità e di leggere i bisogni del territorio. Diversamente sarebbe stata un’operazione sterile”. Tiezzi ha inoltre ricordato lo stanziamento di 14 milioni di euro nel triennio 2025-2027 a favore del territorio ferrarese, sottolineando che il rapporto tra le due fondazioni “proseguirà nel tempo”, garantendo continuità erogativa ai progetti locali.
Dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è arrivato il riconoscimento del dirigente della Vigilanza sulle fondazioni bancarie, Vincenzo Meola, che ha definito la nascita della Fondazione di Ferrara “non una semplice operazione tecnica, ma un’occasione di rilancio” capace di salvaguardare le finalità originarie della filantropia ferrarese. Meola ha evidenziato come il percorso abbia consentito di mantenere “viva l’attenzione e la cura per il territorio e per le esigenze delle comunità locali”, trasformando una fase di cambiamento in un’opportunità di rafforzamento.
A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato invece l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, delegato dal sindaco Alan Fabbri. “Oggi – ha affermato – non inauguriamo soltanto un ente, ma inauguriamo un metodo. Un metodo fondato sulla collaborazione, sulla condivisione delle responsabilità e sulla convinzione che il bene comune si costruisca attraverso l’impegno di tutti”. Per Gulinelli la nuova Fondazione rappresenta “una casa aperta alla comunità” e “un patrimonio dell’intera città”, nato per trasformare una fase di cambiamento in un’opportunità di crescita collettiva.