Attualità
16 Giugno 2026
Nel 2022 la Soprintendenza temeva per la sua fragilità. E oggi dice che “in caso di danneggiamento o caduta di frammenti” il fatto dovrà essere comunicato entro 24 ore

Summer Festival. C’è preoccupazione per la colonna dell’Ariosto

di Redazione | 4 min

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“La statua, seppur non in condizioni di imminente pericolo di crollo, rappresenta un elemento estremamente fragile e tuttavia non risulta che nessuna indagine preventiva sia stata condotta per stabilire il livello di decibel tollerabili da tale monumento”.

Emerge un dettaglio preoccupante dalle carte con le quali la Soprintendenza, nel 2022, aveva dato parere negativo alla possibilità di organizzare concerti in modo continuativo in Piazza Ariostea.

Il ‘carteggio’ emerge, come allegato, dall’ultimo ricorso al Tar con cui i residenti chiedevano la sospensione delle autorizzazioni.

In quel documento si legge come l’autorità preposta alla tutela dei beni culturali avesse evidenziato come l’utilizzo della piazza per manifestazioni musicali di natura essenzialmente commerciale fosse ammissibile soltanto a condizione che non venisse snaturata la peculiare identità storico-culturale del luogo.

Nel caso del Ferrara Summer Festival si parla di occupazione continuativa per un periodo complessivo di 69 giorni, dal 2 giugno al 10 agosto 2026, comprendendo le attività di allestimento, svolgimento degli spettacoli e successivo smontaggio delle strutture.

“Una simile protratta sottrazione del bene alla sua ordinaria destinazione pubblica – annota l’avvocato Francesco Vinci, che ha redatto il ricorso per contro dei residenti – si traduce, di fatto, in una forma di privatizzazione temporanea di uno dei più significativi spazi monumentali della città di Ferrara, con conseguente compressione del diritto della collettività alla libera e piena fruizione del bene culturale”.

La Soprintendenza aveva rilevato che gli eventi programmati utilizzavano Piazza Ariostea come un mero ed anonimo “contenitore” di spettatori, completamente avulso dalla storia, dall’identità e dal significato culturale del bene monumentale, osservando come l’organizzazione degli spazi, delle strutture tecniche, delle aree di servizio e degli impianti scenici non instaurasse alcuna relazione con il contesto storico tutelato, ma fosse finalizzata esclusivamente alle esigenze funzionali dello spettacolo.

E infatti aveva espressamente evidenziato l’esistenza di numerose aree alternative idonee ad ospitare eventi musicali di grandi dimensioni, quali il parco urbano, l’ippodromo, lo stadio e le aree del sottomura, “ritenendo quindi non necessaria – prosegue l’avvocato – l’occupazione di una delle più importanti piazze storiche cittadine per finalità che ben avrebbero potuto essere perseguite altrove”.

Ma quello che più preoccupa è il “concreto rischio per l’integrità del bene culturale tutelato”. Quattro anni fa la Soprintendenza, in relazione al Summer Festival, aveva formulato parere negativo, evidenziando come nella Piazza sia collocata la statua di Ludovico Ariosto sulla colonna monumentale posta al centro dell’ellisse.

E aveva rilevato che «La statua, seppur non in condizioni di imminente pericolo di crollo, rappresenta un elemento estremamente fragile e tuttavia non risulta che nessuna indagine preventiva sia stata condotta per stabilire il livello di decibel tollerabili da tale monumento, essendo ben noti gli effetti deleteri che su strutture in elevato di fragile consistenza possono avere le onde sonore che si propagano da impianti di diffusione sonora».

Vinci fa notare che “tale valutazione non risulta essere stata in alcun modo superata sul piano tecnico-scientifico. Dal 2022 ad oggi, infatti, il Comune non ha svolto alcuna indagine, verifica o studio finalizzato a determinare l’impatto delle emissioni sonore prodotte dai concerti sulla colonna e sulla statua dell’Ariosto”.

L’avvocato ricorda che esiste la possibilità di monitorare le vibrazioni sulla colonna durante i concerti e confrontare i risultati con quelle ‘ordinarie’, confrontando i valori di picco con quelli di soglia indicati dalla norma tecnica di riferimento, “ma tutto questo non è stato svolto negli anni precedenti al 2026”.

Non solo. Per l’edizione 2026 è stato espresso dalla Soprintendenza parere favorevole. Parere accompagnato dalla prescrizione secondo cui: «La colonna e la statua di Ariosto andranno mantenute sotto osservazione durante l’intera durata dell’evento per scongiurare eventuali danneggiamenti. In caso di rilevato danneggiamento o caduta di frammenti dovrà essere comunicato entro 24h il fatto a questo Ufficio e si provvederà a sospendere in via cautelativa ogni evento successivo».

In sostanza: se i concerti danneggiano la statua dell’Ariosto fatecelo sapere che arriviamo a danno compiuto.

E infatti il legale dei residenti appunta come “la prescrizione appare intrinsecamente contraddittoria, insufficiente e illogica, poiché non è diretta a prevenire il danno ma unicamente a prenderne atto una volta verificatosi”.

In altri termini, “la Soprintendenza ammette implicitamente la possibilità che si producano danneggiamenti o addirittura distacchi di frammenti del monumento, senza che sia stata previamente accertata la compatibilità delle sollecitazioni acustiche con la conservazione del bene culturale”.

“Tale circostanza – conclude Vinci – non pone soltanto un problema di tutela del patrimonio storico-artistico ai sensi degli artt. 9 Cost. e 20 del D.Lgs. n. 42/2004, ma introduce altresì un evidente profilo di rischio per la pubblica incolumità”.

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