Magdalena Lorenda Balan e Alexandru Costinel Cocosila già indagati per aver imposto il pizzo e malmenato delle ragazze, sono stati individuati come coautori di un colpo nel negozio di abbigliamento del 15 febbraio scorso
Non solo prostituzione, arrestati anche per la rapina al Globo
Quattro anni di pena, gli stessi che la Procura aveva chiesto alla scorsa udienza. È la condanna che il gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara ha inflitto in abbreviato a un 39enne di nazionalità italiana finito a processo con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una giovane ragazza che, all'epoca dei fatti, aveva 19 anni
Qualche attimo di apprensione, ma fortunatamente nulla di grave, in piazza Ariostea dove, nella serata di mercoledì 16 settembre, poco prima delle 18, un ragazzino di 14 anni ha perso il controllo della bicicletta, cadendo a terra in maniera violenta
È entrato all'Antica Trattoria da Max in piazza della Repubblica e, approfittando di un momento in cui il personale era impegnato a servire i tavoli, è riuscito a prendere una pregiata bottiglia di liquore scozzese da collezione del valore di 3.700 euro e a fuggire, prima di essere bloccato e denunciato dai carabinieri
Sono entrati forzando le coperture in legno messe a protezione di una finestra con l'obiettivo di rubare generi alimentari, ma i carabinieri li hanno sorpresi e hanno rovinato i loro piani
La Polizia è intervenuta dopo la richiesta di aiuto della donna. La convivente è stata trovata in stato di shock e con diverse lesioni e trasportata all'ospedale di Cona
Erano loro due, inchiodati dalle telecamere di sorveglianza del negozio, i complici di S.A., ragazza 27enne fermata e arrestata quel 15 febbraio mentre i tre tentavano di uscire dal Globo di via Verga rubando una felpa dal valore di poco più di 50 euro. Nonostante avessero staccato una placca antitaccheggio, le barriere suonarono comunque per la presenza di un altro sistema anti furto, facendo immediatamente intervenire la guardia giurata, una commessa e la titolare del negozio.
Il furto si trasformò in una rapina impropria quando Cocosila e Balan, appena fuori dal negozio e non inquadrati dalle telecamere, aggredirono la titolare che cercava di convincere la 27enne a rientrare e consegnare la refurtiva: lui strattonandola alle spalle, lei afferrandola per un braccio e strattonandola fino a farla cadere a terra, provocandole un trauma distorsivo alla spalla e traumi al braccio ed alla mano.
Loro due poi fuggirono, lasciando sola la 27enne, bloccata dal vigilante che la consegnò agli agenti delle Volanti che, perquisito lo zainetto, trovarono la felpa che volevano rubare e anche i documenti di Cocosila, che proprio in quei giorni fece ritorno in Romania, prima di rientrare a Ferrara e, ormai braccato, consegnarsi spontaneamente in questura.
“Voglio sottolineare la bravura, la prontezza e il coraggio non solo della guardia giurata ma anche della commessa e della titolare”, afferma Andrea Crucianelli, dirigente della Squadra mobile della Polizia che ha raccontato alla stampa la conclusione dell indagini sulla rapina. Il filmato mostra come fu proprio la titolare, nonostante fosse ferita, a chiamare immediatamente la polizia, mentre rientrava nel negozio.
La notifica dell’ordinanza di custodia cautelare per Cocosila e Balan è arrivata quando già erano in carcere per i fatti relativi alla prostituzione, mentre la 27enne (che oggi ha solo l’obbligo di firma) venne messa agli arresti domiciliari proprio nella casa che condivideva con la Balan, in corso Porta Po e dove esercitava l’attività di prostituzione: è proprio lei, secondo gli inquirenti, una delle due vittime/complici della banda.
Circostanza, questa, che l’avvocato di Cocosila e Balan – Giovanni Montalto – non manca di sottolineare: “Quando la ragazza è stata arrestata senza alcuna opposizione si trovava esattamente nella stessa casa in cui stava S.A., perché entrambe sono titolari del contratto d’affitto”.
E a tal proposito, rileva ancora l’avvocato sposando il focus dell’indagine sulla prostituzione: “La scacciacani sequestrata alla Balan è stata ritrovata nell’abitazione per cui si sarebbe dovuto contestarne il possesso anche all’altra ragazza”. Per lui la vicenda sarebbe più che altro riconducibile a “una baruffa di strada tra prostitute” tant’è che anche loro sarebbero state vittime d’intimidazioni da parte di persone esterne al gruppo, con anche il tentativo di entrare in casa da parte di due uomini che avrebbe giustificato il possesso della scacciacani, senza tappo rosso.
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