Cronaca
14 Luglio 2010
Si aspettano le reazioni dei residenti. La Fipe: “Un punto di equilibrio”

Street bar, il regolamento mette d’accordo quasi tutti

di Marco Zavagli | 4 min

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Una situazione di crescente degrado e insicurezza che, secondo i residenti, si trascina da circa un anno. È quanto denunciano gli abitanti di via Franceschini, in zona Doro, attraverso una lettera, nella quale chiedono alle istituzioni "un intervento serio, coordinato e umano" per affrontare le criticità legate ad alcune palazzine incompiute e in stato di abbandono presenti nella zona

Come Vittorio Emanuele e Garibaldi. “Ci siamo incontrati a Teano”. Scomoda il Risorgimento Mauro Palmieri, presidente della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi dell’Ascom, per descrivere il compromesso trovato con il nuovo regolamento per i locali cittadini.

“Sono state recepite alcune nostre richieste – spiega Palmieri -, soprattutto quelle relative alle proroghe degli orari. Da parte nostra, abbiamo dimostrato di essere in grado di fare un passo indietro. Questo regolamento è la dimostrazione che creando un punto di equilibrio i problemi si risolvono”.

Un altro passo in avanti, secondo il rappresentante dei commercianti, è dato dalla istituzione del tavolo di monitoraggio (che sarà composto da assessorato, associazioni di categoria, polizia municipale residenti e rappresentanti dei giovani), “importante per analizzare un movimento così dinamico come quello dei pubblici esercizi. Proprio per questi continui cambiamenti chiediamo che il tavolo si riunisca a cadenze mensili”.

Diverse anche le voci che si levano dall’Arci, protagonista alla vigilia dell’approvazione del regolamento di un intervento che chiedeva di non colpevolizzare il popolo della notte attraverso facili generalizzazioni. Chi veste i panni dello scettico è Roberto Roversi, che rimane “sempre molto perplesso quando si vuole regolamentare con una normativa uniformante una situazione tanto sfaccettata. La realtà presenta invece situazioni diverse: c’è chi crea disagio e chi no; così come c’è il locale virtuoso e quello meno. Siamo arrivati a questo punto perché quando esplosero certe situazioni anni fa non si è responsabilizzato chi doveva esserlo”.

Per Pietro Pinna, invece, “la cosa importante è il tavolo di monitoraggio, attraverso il quale ci sarà la possibilità di discutere tutti assieme affinché non si penalizzino né i giovani né i residenti, lasciando che Ferrara resti una città viva e vitale”. Sulla stessa linea il presidente provinciale dell’Arci Paolo Marcolini, per il quale “non devono andarci di mezzo migliaia di persone che non fanno niente di male e nemmeno quei tanti esercenti che fanno semplicemente il proprio mestiere. Le leggi ci sono già, basta applicarle. Comunque le modifiche apportate in sede di consiglio comunale vanno nella direzione del buon senso”.

La parola passa quindi alle prime “vittime” dell’ordinanza restrittiva che funzionò da sperimentazione. Michele Mazzanti, uno dei gestori finito due anni fa con il suo Messisbugo nella stretta del cosiddetto “Quadrilatero del proibizionismo”, plaude a una tanto attesa equiparazione: “che ci fosse il bisogno di una regolamentazione che ci mettesse al passo con le altre città dell’Emilia-Romagna era evidente; ora superiamo la situazione precedente, che era discriminante; dopo due anni passati a subirla ci sentivamo ormai confinati nel dimenticatoio”.

Quanto a orari e deroghe il problema secondo Mazzanti è solo uno: “l’unica vera soluzione è quella della vigilanza e sorveglianza delle forze dell’ordine. È inutile abbassare gli orari per sconfiggere il vandalismo. A me sono state rotte ad esempio due volte le fioriere alle 2.30 di notte, in due serate che chiudevo alle 24”.

Per quanto riguarda invece i commenti dei residenti, non arrivano ancora dichiarazioni dal Comitato stop al rumore e al degrado. La presidente Bertilla Mazzanti aspetta prima di rilasciare ogni commento. “Avremo a giorni l’incontro con gli altri residenti – sono le poche parole che concede -, dopodiché esamineremo la situazione e faremo sentire la nostra voce alla città”.

Per quanto riguarda il nuovo regolamento, ricordiamo che all’interno del perimetro compreso tra via Ripagrande, Corso Isonzo, Viale Cavour, corso Giovecca, via Ugo Bassi e Carlo Mayr, è obbligatoria la chiusura alle 0.30. I mercoledì, sabato e domenica l’orario si allunga fino all’1.30 (all’1 e alle 2 per venerdì e sabato, in caso di pizzeria o ristorante, oppure per quei locali che nel raggio di 50 metri oppure ai piani superiori del proprio stabile non hanno residenti). È prevista la deroga di chiusura alle 2 il mercoledì, venerdì e sabato per quei locali dotati di sistemi di insonorizzazione e servizio di vigilanza oppure per quei gestori “diligenti” che non abbiano ricevuto infrazioni nei 36 mesi precedenti alla richiesta (oppure se si tratta di locali nuovi; o se sono passati almeno 12 mesi dall’ultima violazione).

All’esterno del perimetro è prevista la chiusura obbligatoria all’1, tranne per i venerdì e i sabato, quando si chiuderà alle 2 (2 e 3 nei casi di cui sopra) per pizzerie e locali lontani da residenti; alle 3 il mercoledì, venerdì e sabato negli altri casi.

Le bevande da asporto, dopo le 20, potranno essere vendute è solo in contenitori di plastica. Nel perimetro, dopo le 24, si possono somministrare solo all’interno del locale o nella distesa. I gestori avranno poi l’obbligo di tenere pulite le aree esterne in un raggio di 10 metri.

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