Copparo. Massimo recupero di materia e autosufficienza impiantistica per poter ripartire e ripianare i conti. Con una rassicurazione che fa tirare un sospiro di sollievo ai sindaci dei 17 Comuni soci: le tariffe rimarranno stabili per almeno i prossimi cinque anni.
Parte dal suo core business, quello dei rifiuti, il nuovo piano industriale di Area 2011-2015 della gestione Gadda. Un piano che riguarderà non solo il medio e basso ferrarese ma, nelle sue ripercussioni, l’intera provincia di Ferrara. Perché il nuovo corso ha anche una valenza politica. E il presidente Loris Gadda non la nasconde: “l’amministrazione provinciale ha fatto fino ad oggi un ottimo lavoro in sede di piano provinciale dei rifiuti, ma quelle 120mila tonnellate di rifiuti speciali che vengono prodotte ogni anno vanno riequilibrate in sede di destinazione”. Il messaggio è diretto, ovviamente all’ente del castello estense, ma indirettamente anche alle alte società di servizi, Hera in primis.
Tornando ai contenti del piano, la prima novità riguarda la modifica del sistema di raccolta, con il passaggio dal cassonetto al porta a porta, con l’obiettivo di superare il 70% di differenziata, con circa 10mila tonnellate di rifiuti solidi urbani in meno all’anno da conferire all’inceneritore di Hera. Sarà Jolanda a fare da Comune pilota a partire da settembre ed entro il 2012 il sistema verrà estesa a tutte le altre municipalità.
Dal punto di vista impiantistico, l’autosufficienza sarà raggiunta con un nuovo assetto, che vedrà il polo Crispa diviso in due macroareee, una destinata al trattamento e al recupero, una allo smaltimento. Per il trattamento, accanto al precedente impianto di selezione del secco, ne nasceranno altri tre, deputati al pretrattamento dell’organico. “Qui entra in gioco – spiega il direttore Raffaele Alessandri – una collaborazione sinergica con Cadf per l’utilizzo dell’impianto di depurazione fanghi di Comacchio, che verrà utilizzato per produrre anche energia termica: il materiale semiliquido in uscita dal Crispa verrà trasformato da sostanza organica in biogas. In questa forma (digestato) tornerà al Crispa dove verrà stabilizzato e trasformato in compost per l’utilizzo in agricoltura”.
“Un modo – sottolinea Alessandri – per valorizzare tutte le parti del processo di smaltimenti rifiuti. Prevediamo quasi un milione di euro di ricavi l’anno”.
A fronte dei ricavi ci sono però anche le spese per l’investimento. È l’ingegner Silvio Stricchi a mettere sul tavolo le cifre: si parla di 25 milioni di euro complessivi. Per trovarli Area dovrà bussare prima di tutto alla porta degli istituti bancari.
C’è spazio anche per il fronte occupazionale, con Gadda che non rinuncia a rispondere alla polemica della Funzione pubblica della Cgil sul caso Brodolini, bollandola come “forzatura esagerata”. Alle preoccupazioni dei dipendenti della Cooperativa Brodolini, cui ha fatto da acassa di risonanza la Fp, il presidente replica che “quanto fatto finora è legittimo, dal momento che possiamo esternalizzare fino al 20% del servizio. A Lagosanto il Comune immette nel ciclo produttivo 9 persone”. Tra queste una persona sarebbe a rischio di perdere il posto di lavoro. “Giovedì ci incontreremo con l’amministrazione e la cooperativa per risolvere la situazione”. Ai dipendenti della Brodolini che temono per il loro futuro, infine, arriva la rassicurazione: “nel 2011 – dice il presidente -, alla scadenza del servizio, verranno tutti assunti in Area”.
Il piano industriale avrà oggi un momento di ufficialità con la presentazione al pubblico, a partire dalle 9, nella sala dei Comuni del Castello estense.
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