Cronaca
7 Luglio 2010
Il padre di Spisani si uccise con la moglie senza spiegazioni tre anni fa

Una famiglia segnata dalla tragedia

di Marco Zavagli | 2 min

Leggi anche

Droga, prostituzione e degrado: allarme in zona Doro

Una situazione di crescente degrado e insicurezza che, secondo i residenti, si trascina da circa un anno. È quanto denunciano gli abitanti di via Franceschini, in zona Doro, attraverso una lettera, nella quale chiedono alle istituzioni "un intervento serio, coordinato e umano" per affrontare le criticità legate ad alcune palazzine incompiute e in stato di abbandono presenti nella zona

È l’ennesimo dramma che segna una famiglia. Un dramma che corre lungo il filo sottile che separa la normalità dall’irrazionale. Il tragico gesto di Massimo Spisani è l’ultimo anello di una catena che ha imprigionato nel dolore una famiglia. O quello che resta di una famiglia.

Da tempo il pensionato di 54 anni era in cura presso il Servizio psichiatrico territoriale di Ferrara. Non è dato conoscere l’origine del suo disagio. Di certo c’è che tre anni fa, il 29 gennaio del 2007, un fatto deve aver per forza segnato la sua vita.

A Bologna, in via Mamolo, nella prima periferia del capoluogo felsineo, una domenica sera, il padre Franco Spisani, 72 anni, ex docente di pedagogia ed esperto di logica, venne  trovato privo di vita accanto alla moglie, Giovanna Zappoli, di 62 anni. L’anziana coppia non lasciò alcun messaggio. Solo delle scatole vuote di antidepressivi sul tavolo di cucina, una bottiglia di vino vuota, sacchetti e scotch arrotolati intorno al collo. Erano stati i vigili del fuoco, allertati dalle figlie che giunte sotto casa avevano trovato la porta chiusa dall’interno e la luce accesa in casa, a scoprire i due corpi privi di vita ormai da giorni distesi sul letto, l’uno accanto all’altro.

Fu un doppio suicidio che scosse l’ambiente culturale e accademico bolognese. Perché lui, Franco, il padre di Massimo, era uno studioso di logica matematica, un luminare nel suo campo. Anche il figlio, nel corso degli studi, aveva dimostrato grandi capacità intellettive, per poi smarrirsi nei meandri sconosciuti della mente. Un labirinto nel quale pare che Massimo si fosse perso da tempo, come testimonia un suo amico di gioventù, Carlo Degli Andreasi, che nei commenti di Estense.com si dice “scioccato, è come uno cristallo che si infrange: materia per riflettere e riflettere bene. Posso asserire che l’umanità ha perso negli anni ‘80 una delle menti più brillanti che mi sia dato conoscere. Io lo persi come amico e lo confinai in un ricordo…”.

Valeria Ricci lo ha conosciuto quando frequentavano entrambi le magistrali: “ha sostenuto gli esami di stato con me – si legge nel suo post -, ho assistito al suo esame, interrogato in filosofia, il professore che lo ha esaminato rivolgendosi ai colleghi diceva che aveva superato il padre. Era educatissimo, un vero signore, elegante nei modi e nel parlare. Sono rimasta di stucco, questa persona va sicuramente aiutata. Forse la tragedia del padre l’ha devastato”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com