gio 16 Nov 2017 - 2575 visite
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Calotte: “Hera lavora per le proprie tasche nella logica di fare profitto”

Si va anche verso la costituzione di un comitato ferrarese di cittadini

di Simone Pesci

Le calotte proprio non vanno giù. E non c’è giorno che i cittadini non espongano le proprie rimostranze verso Hera. A questo scopo, mercoledì sera alla Sala della Musica, è stata organizzata “Mi rifiuto”, la prima riunione pubblica nata con l’idea di costituire un comitato “che sia uno strumento di intermediazione fra i cittadini e la politica”, come spiega Paolo Pennini. Un comitato, ci tiene a precisare, “apolitico, che nasce dal basso” che si pone come obiettivo quello di “collaborare con la rete degli altri comitati provinciali”.

A tal proposito, in platea accanto ai partecipi cittadini, erano seduti diversi esponenti di comitati provinciali, due su tutti Vittorino Navarra e Luca Caselli – facenti parte del “Comitato spontaneo Poggio Renatico” -, che hanno fortemente criticato il sistema di conferimento dei rifiuti deciso da Hera. “Oggi paghiamo rifiuti come se fosse oro – esclama Navarra -. Dicono di lavorare per noi, ma lavorano solo per le proprie tasche e nella logica di trarre profitto”. Il collega Caselli ha invece fatto presente “le 2800 firme raccolte a Poggio Renatico per togliere le calotte”, con la conseguente richiesta di “fare un referendum” respinta dal sindaco che “ci ha definito dei mistificatori”. Questo per dire, prosegue Caselli, che “bisogna dialogare con della grinta, ti raccontano che se differenzi paghi meno ma non è vero”.

Luca Droghetti, rappresentante della lista civica “Il Borgo” di Ro Ferrarese, racconta la sua esperienza: “Stiamo affrontando anche noi il problema dei rifiuti: le abbiamo già passate tutte e stiamo pagando tanto da troppo tempo”. A suo dire, infatti, in nome dell’ecologia “ci hanno convinto che stanno lavorando per il futuro dei nostri figli”, quando questo non è vero perché “ce lo stanno rovinando a nostre spese: basti pensare che in media una famiglia di 3 persone, per i rifiuti a Ro, paga 600 euro l’anno”. Oltre all’elevata tariffazione un problema è rappresentato “dai rifiuti che portano topi e scarafaggi perfino in casa: perché per non pagare una sovrattassa molti sono costretti a tenersi il pattume anche per due settimane”.

Incredulo Davide Masini, un cittadino che commenta amaramente il fatto che “viviamo quasi nell’era dei Pronipoti, potremmo quasi volare e invece siamo costretti a tagliare i bordini di carta per separarli dalla plastica”.

Maria Teresa Pistocchi, attivista del Movimento 5 Stelle, asserisce allo “strettissimo rapporto fra l’amministrazione del Pd e Hera” per chiedere all’opposizione di pretendere chiare risposte “e numeri reali, quali ad esempio gli obiettivi che persegue Hera tramite questa raccolta rifiuti, il numero dei conferimenti, ma anche i numeri dell’inceneritore”. Pistocchi prosegue la sua analisi ricordando anche che “il Comune ha di fatto blindato il contratto con Hera in scadenza fra un mese”, affermazione a cui risponde la consigliera pentastellata Ilaria Morghen che tira in ballo l’Anac “la quale è vincolante e con la sua delibera di luglio impone un ricambio”.

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