Economia e Lavoro
25 Giugno 2010
Si avvicinano le scadenze e si allontanano le certezze

Oerlikon ancora in alto mare

di Marco Zavagli | 2 min

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Nulla di nuovo dall’incontro romano sulla vertenza Oerlikon. A distanza di una settimana dal summit nella sede di Unindustria di Ferrara, sindacati, rappresentanti della Graziano Trasmissioni, di Comune di Cento e Provincia di Ferrara, oltre a quelli della cordata Tai-Je intenzionata all’acquisto dello stabilimento di Cento, si sono incontrati nella sede del Ministero della Attività produttive.

Rispetto a sette giorni fa, però, almeno dal punto di vista dei sindacati, nulla è cambiato. È stato presentato il piano industriale, “che come logica può tenere – spiega Samuele Lodi della Fiom -, ma difetta ancora in certi punti, come gli aspetti della rete commerciale”. Un altro punto oscuro riguarda la volontà della neo formata società Italy Automotive di acquisire l’azienda Masiero di Budrio. “Purtroppo per noi – continua Lodi – quella società è in fallimento e le sue sorti le deciderà il tribunale, non altri”.

Altre lacune riguardano le fideiussioni e le garanzie per il tfr dei lavoratori, “a proposito della quali anche la Graziano – fa notare il sindacalista dei metalmeccanici – conferma che non sono ancora state date”. Ulteriore incognita, in caso di acquisto, è la produttività, dal momento che, secondo i calcoli dei sindacati, apena un terzo degli operai verrebbe impiegato all’inizio.

I tempi intanto si fanno sempre più pressanti e il preliminare tra Graziano e potenziale acquirente scadrà il 10 luglio. A questo punto o si stringe l’accordo o salta tutto. Con conseguenze non certo felici: la Graziano chiuderà entro il mese, come già deciso nei mesi scorsi, lo stabilimento di via Ferrarese, e gli oltre 220 dipendenti rimarranno sulla strada, con l’unica coperta della cassa integrazione che si consumerà ad ottobre.

Le parti torneranno a incontrarsi a Roma il 13 luglio. “Ma al momento – allarga le braccia Lodi – siamo ancora in alto mare”.

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