Naomo, scatta l’ora X
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“Un quadro inquietante e vergognoso”. È quello che il segretario provinciale del Pd vede emergere “a proposito del modo in cui è stata fatta politica da parte dell’attuale maggioranza negli ultimi due anni a Cento”, dopo la richiesta di rinvio a giudizio di Flavio Tuzet.
È di alcuni giorni fa la notizia che la procura di Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio del primo cittadino centese con le pesanti accuse di istigazione alla corruzione e minacce. Secondo le accuse, Tuzet – in sede di approvazione del bilancio 2008 – promise al consigliere di Rinascita centese Rudi Rodolfi avrebbe la carica di consigliere provinciale o quella di consigliere di amministrazione della Cmv di Cento per conquistarsi il suo appoggio in sede di voto.
“La giunta Tuzet nella primavera 2008 – riepiloga Calvano – era entrata in crisi. Il sindaco era ormai privo della sua maggioranza e aveva bisogno di recuperare i voto mancanti per ottenere l’approvazione del bilancio ed evitare di essere mandato a casa (pena il commissariamento del Comune, ndr). Il normale ruolo della politica viene sostituito da una contrattazione che va ben oltre il confronto politico su programmi e principi per limitarsi a offerte di poltrone e compensi ad esse collegati”.
Il segretario Pd va per un attimo oltre al fatto del rinvio a giudizio, per toccare una “condizione in cui l’interesse generale è stato messo in cantina per essere sostituito dal mero tentativo di mantenere il potere all’interno di una comunità, e per questo non può non esserci un giudizio politico negativo”.
Calvano torna quindi sulla vicenda giudiziaria ‘suggerendo’ al primo cittadino della cittadina del Guercino le dimissioni come “atto inevitabile e indispensabile per il rispetto nei confronti dei cittadini”, visto che “si parla di istigazione alla corruzione finalizzata all’approvazione di un atto fondamentale dell’amministrazione comunale come il bilancio”.
La polemica del democratico si fa poi più tagliente, abbracciando nel suo j’accuse anche l’avvocato difensore di Tuzet, il senatore Alberto Balboni, coordinatore provinciale del Pdl. “In tutto ciò qual è il ruolo del sig. Alberto Balboni?”, si chiede Calvano riferendosi probabilmente alla registrazione della conversazione avuta vis a vis tra il sindaco e il consigliere, si accenna anche a un non ben precisato di Balboni. “È l’ispiratore, o l’avallante, delle contrattazioni che vanno ben oltre la politica – prosegue -, come riferisce Tuzet al consigliere Rodolfi offrendogli un posto da consigliere provinciale?. È contemporaneamente l’avvocato difensore di Tuzet che lo deve difendere a prescindere? È il senatore della Repubblica che minaccia ispezioni ministeriali alla Procura che sta indagando per questi fatti?”.
A questo punto lo strale del segretario Pd raggiunge Roma, dove Balboni riveste una ben precisa carica: “Oppure è il senatore della Repubblica che in Commissione Giustizia approva il disegno di legge sulle intercettazioni che potrebbe consentire di eliminare dalle prove del processo anche le registrazioni di conversazioni sulla base delle quali è partita la richiesta di rinvio a giudizio per istigazione alla corruzione nei confronti di Tuzet?”.
“Chiedo a Balboni – conclude Calvano – di rispondere a queste domande e ho già chiesto ai parlamentari ferraresi del Pd di presentare un’interrogazione in merito alle vicende avvenute nel Comune di Cento ai ministri competenti”.
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