Una certezza c’è. Ma rimangono diverse incognite. La certezza si chiama qualità dell’impianto di termovalorizzazione di via Diana. Le incognite si chiamano invece emissioni. È il risultato delle due ore di riunione della Commissione Ambiente, riunita ieri in municipio.
Sui banchi solitamente occupati dalla giunta, però, si sono notate diverse assenze. Mancavano all’appello – assenti giustificati come da comunicazione del giorno precedente – Ausl e Arpa. C’erano invece i vertici di Hera Ambiente (l’amministratore delegato Claudio Galli e il presidente Filippo Brandolini) e il presidente del Comitato territoriale Hera Ferrara Paolo Pastorello.
È stato Brandolini, a inizio di seduta, a elencare i “punti forti” del nuovo inceneritore, con dati e numeri che confermerebbero le performance di un impianto “migliore degli altri italiani ed europei, che ha permesso di avere un’invarianza della qualità dell’aria a Ferrara, in base a dati del Cnr negli ultimi tre anni, con concentrazioni emissive di gran lunga inferiori ai limiti imposti dall’autorizzazione; tanto che – ha aggiunto Brandolini – dispiace non poterlo usare in tutte le sue potenzialità (l’inceneritore era stato in origine autorizzato a bruciare 142mila, anziché 130mila, tonnellate di rifiuti all’anno, ndr)”.
L’impianto – costruito in toto da Hera senza appaltarne parti o elementi ad altre aziende, come sottolineato nel corso della commissione dal presidente Brandolini –offre prestazioni di gran lunga superiori alle attese. Questa aspetto andrà poi convalidato dai dati delle emissioni, che dovrebbero essere resi disponibili a settembre.
Dalle domande degli unici due consiglieri intervenuti (Francesco Rendine del Pdl e Valentino Tavolazzi di Ppf), oltre al Presidente del Consiglio Francesco Colaiacovo, sono arrivate anche le risposte che inquadrano lo stato dell’arte delle azioni provinciali in tema di rifiuti. A partire dalla percentuale di raccolta differenziata, salita al 46,6%. Fino ai kg di rifiuti prodotti da ogni ferrarese, in media 382 pro capite (600 a livello provinciale). Nel Comune di Ferrara sono state raccolte nel 2009 97mila tonnellate di rifiuti e 106mila sono quelle conferite all’inceneritore. Il totale dei rifiuti raccolti è stato di 143mila ton: la differenza è andata in discarica. I rifiuti speciali (“tracciabili” attraverso appositi registri di provenienza) provengono solo da Ferrara e non vengono importati da altre province.
33mila sono le tonnellate di verde raccolte. Di queste 14mila vanno a Ostellato. Il controllo sulle quantità di rifiuti avviate all’incenerimento è sottoposto a pesatura “attraverso strumenti tarati e sigillati in modo da non essere passibili di manomissione”, come ha specificato Galli. Lo sfalcio del verde e le potature vengono conferiti a Ecosfera, “società del gruppo era – aggiunge Pastorello -, all’interno della quale vengono fatti i trattamenti necessari e quindi lo smistamento verso l’impianto di recupero”.
Mancano ancora dati certi per quanto riguarda quante tonnellate vengono inviate all’impianto di compostaggio di Ostellato. Stesso discorso per le registrazioni delle medie semiorarie delle emissioni, che Rendine chiederà al Comune di produrre.
Dopo le rassicurazioni, vengono le questioni ancora da risolvere. A cominciare dal sistema di rilevazione delle concentrazioni di inquinanti, “basate – fa notare Tavolazzi – su simulazioni (fatte da Hera e verificate da Arpa, ndr) e non su situazioni reali per la fase ante operam (prima del potenziamento dell’inceneritore, ndr): gli scenari presi a riferimento, basati su medie climatologiche, non possono quindi essere rappresentativi della realtà. Questo non mi sembra un approccio cautelativo e ci aspettiamo che in sede di revisione dell’Aia possano essere utilizzati limiti cogenti superiori a quelli “di sicurezza”, condizionandoli a verifiche permanenti, che però ad oggi, passati più di due anni , non risultano essere ancora stati fatti”.
“Se le concentrazioni delle emissioni i sono state molto più basse, vale la pena a questo punto ridurre ulteriormente i limiti concessi, evidentemente sovradimensionati in passato”, aggiunge il consigliere di Ppf, lamentandosi in conclusione per l’assenza dei due organi controllori.
Che il dibattito sia risultato “monco” per la amncanza di due interlocutori fondamentali come Ausl e Arpa lo ammettono anche i due assessori all’Ambiente di Comune e Provincia. Giorgio Bellini ricorda, però, “sapevamo già dalla scorsa settimana che la parte finale della preparazione del modello di misurazione sarà pronta solo per l’autunno”. “Solo – aggiunge l’assessore provinciale rispondendo implicitamente a Tavolazzi – allora si completerà il percorso dell’Aia con l’elaborazione di tutti i dati”.
“La tempistica era già stata calendarizzata – interviene Rossella Zardo – e comunque Ausl e Arpa si sono dette disponibili a rispondere a chiarimenti o altro in qualsiasi momento da qui a settembre. Saranno loro, in qualità di enti di controllo, a dirci cosa dovremo fare nell’ottica della salute dei cittadini e dell’ambiente”.
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