Cronaca
16 Giugno 2010
L’episodio dopo un diverbio con un ciclista “indisciplinato”

Assolti i vigili da calunnia e minacce

di Marco Zavagli | 2 min

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Assolti perché il fatto non costituisce reato. Con questa formula il giudice Silvia Giorgi ha assolto i due agenti della polizia municipale di Ferrara da tutti i capi imputazione. Entrambi dovevano rispondere di calunnia e falso in atto pubblico, mentre uno di loro era accusato anche di minacce e ingiurie

Tutto nacque da un diverbio che dalla strada è finito in mezzo alle carte di un tribunale. Secondo gli imputati il loro accusatore, un 35enne ferrarese, si sarebbe rifiutato di fornire le proprie generalità e li avrebbe ingiuriati. Tutto per un’intimazione a scendere con la bici dal marciapiedi. Ma qui le versioni erano completamente opposte.

Per l’accusa è veritiero il racconto del 35enne, secondo il quale i vigili, oltre a rivolgergli parole poco consone a un pubblico ufficiale, lo avrebbero anche minacciato. Di sicuro c’è che l’uomo è stato denunciato proprio dagli odierni imputati per il rifiuto di dare le generalità, ma quel procedimento è già stato archiviato dal gip nel febbraio del 2009. In corso ce n’è un altro per le minacce che il 35enne avrebbe a sua volta rivolto ai vigili.

L'avvocato Renzo Oppi

Il pm Angela Scorza aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo per entrambi gli imputati. Il giudice ha dato invece ragione all’avvocato difensore, Renzo Oppi, che aveva chiesto l’assoluzione e che ieri, al termine della lettura del dispositivo della sentenza, ha espresso “piena soddisfazione per il verdetto che rende giustizia della correttezza dell’operato dei miei assistiti”.

Di tutt’altro avviso l’avvocato di parte civile Carmelo Marcello, che rimarca come “la formula adottata dal giudice fa ritenere che sia provata la materialità del fatto raccontato dalla parte offesa, ma è stata ritenuta insufficiente o contraddittoria la prova della consapevolezza del commettere calunnia”.

Il legale attenderà i 90 giorni per il deposito della sentenza, ma sottolinea già che “quello che ci interessava era che quel fatto venisse riconosciuto dal punto di vista materiale. E l’avevamo già provato nel procedimento per il rifiuto di fornire le proprie generalità, che è stato archiviato”.

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