
Isabella Malagutti
Non ha fatto in tempo a scrivere le sue rimostranze per quello che rischiava diventare un caso nazionale che il suo problema si è risolto nel giro di poche ore. È il caso di Isabella Malagutti, architetto ferrarese.
Lei, 38 anni, disabile con un invalidità civile del 50% riconosciuta per una grave patologia del sangue, ha scritto ai vertici della Provincia e alle associazioni disabili, senza dimenticare l’Udi, per lamentare una situazione al limite del paradossale. Aveva partecipato a un concorso indetto dalla Provincia di Ferrara per un posto di Istruttore Direttivo tecnico cat. D con riserva per persone disabili. “Nel bando – specifica l’architetto – è esplicitato al punto ART.2 / 9 che tra i requisiti per accedere alla riserva non è richiesto lo stato di disoccupazione come tra l’altro è esplicitato dalla legge n. 68 del 12/03/99”.
La candidata supera la prova scritta con 24/30 e quella orale con 21/30, classificandosi al terzo posto pari merito con un punteggio di 45/60, ma avvalendosi della riserva per disabili arriva prima. Questo lo scorso 22 maggio. E qui inizia quella che la diretta protagonista definisce “una vicenda dai caratteri manzoniani”.
“L’Amministrazione mi ha chiesto – questa la sua ricostruzione – la disponibilità all’accettazione dell’assunzione a decorrere dal 1 luglio, attraverso una e-mail del responsabile Ufficio Organizzazione e Sviluppo Risorse Umane che anticipava l’invio imminente della proposta formale, in seguito alla quale ho rassegnato le mie dimissioni (dal lavoro precedente, ndr), potendo così dare il preavviso di 30 giorni previsto dal mio contratto di lavoro a tempo indeterminato part-time”.
In questo modo la donna poteva conciliare le proprie esigenze lavorative con quelle familiari, in quanto madre adottiva di un bimbo di cinque anni, “che ho adottato – specifica – perché a causa della mia malattia e dei medicinali che prendo quotidianamente non posso avere figli naturali”.
E qui arriva la momentanea batosta. Tre giorni dopo viene contattata dall’Ufficio Risorse Umane della Provincia “che mi chiedeva di ritirare le mie dimissioni in quanto uno dei candidati, collocato nella graduatoria provvisoria di merito, ha sollevato dubbi circa l’applicabilità del diritto a riserva” citando una sentenza del Consiglio di Stato del 5/02/2010 n. 525 antecedente di 10 giorni il bando”. Sentenza però non emessa a Sezioni Unite e dunque con carattere di mera pronuncia, “ma nonostante questo – aggiunge Malagutti – ritenuta dalla Provincia un elemento sufficiente per bloccare la mia quasi certa assunzione”.
Nella lettera la 38enne elencava anche i nomi degli altri candidati, lasciando “al vostro intuito – si legge nella missiva – capire quale dei tre ha sollevato la questione”. “Auspicando che non vengano ignorati i diritti di un lavoratore disabile sulla scorta di motivazioni francamente pretestuose – concludeva l’architetto -, chiedo solo se nella vicenda che mi vede coinvolta sia stata rispettata la legalità e la trasparenza che è alla base dello Statuto della Provincia di Ferrara”.
E proprio mentre la professionista inviava la lettera alle redazioni dei giornali per far conoscere la sua situazione appesa a un filo, negli uffici della Provincia qualcosa si sbloccava: alle 15.30 la relativa istruttoria, iniziata per valutare la sua assunzione, era terminata.
“Una tempistica perfetta” ha commentato appena saputa la notizia una rincuorata Malagutti. “Era necessario attendere qualche giorno in più per le opportune verifiche – ci ha spiegato al telefono il dirigente del personale del Castello Pietro Buzzi -, proprio nell’interesse della persona in questione”. Il lieto fine a questa “vicenda manzoniana” ci sarà lunedì, quando verrà approvata formalmente la graduatoria.
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