Sab 12 Giu 2010 - 737 visite
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In piazza la coscienza civile

Litania dell’art. 21 contro il ddl intercettazioni sotto le scale del municipio

L’opinione pubblica di Ferrara si mobilita. All’indomani dell’approvazione del ddl intercettazioni in Senato, si accende fin dalle prime ore del mattino il dibattito telematico su Estense.com. Ed è intensa la forma della protesta che ieri sera si è levata in piazza Municipale, contro la legge bavaglio: un nutrito gruppo di cittadini, di quella che è definita la “società civile”, insieme a rappresentanti di gruppi politici, organizzazioni e attivisti della città si è dato appuntamento alla manifestazione indetta dai Grilli estensi, per alzare insieme la voce: per dire no al bavaglio e sostenere con forza la libertà di essere informati e di informare.

Dallo scalone della residenza municipale la piazza ospitava un girotondo colorato e insieme solenne di cittadini: stringevano in mano il testo dell’art. 21 della Costituzione. Il suono lugubre di una campana tubolare scandiva le letture collettive del testo costituzionale e quelle individuali di testi di intercettazioni e relativi alla libertà di informazione. Anche Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, era tra i “cittadini lettori” per ripercorrere al microfono le parole scritte per Ilaria Cucchi. Una folla listata a lutto, costellata da facce imbavagliate, ritratte su palloncini in aria a mo’ di bandiere di un nuovo movimento di coscienza civile.

“Siamo contenti – trae un bilancio Marcella Ravaglia dei Grilli estensi – soprattutto del fatto che tanti cittadini non organizzati in partiti o associazioni abbiano scelto di partecipare: siamo riusciti nello scopo di mobilitare la gente in questa città un po’ addormentata. Questi momenti di comunione – ha sostenuto Ravaglia – sono importanti per vivere il senso dei beni pubblici, dall’informazione all’acqua pubblica”.

A vestire i panni dei lettori, abbandonando quelli di redattori, anche alcuni rappresentanti del mondo dell’informazione locale, come la caporedattrice di Telestense, Dalia Bighinati, e la giornalista della stessa testata, Alexandra Boeru.

C’erano esponenti del Popolo Viola, Cip, Verdi, Rete Lilliput, Federazione della sinistra, Sel, Gentedisinistra, Arci, Cgil, Prc. “È un peccato – ha espresso Elisa Corridoni (Prc) – che alcune forze del centro-sinistra non siano in questa piazza. La cosa bella di questo luogo – ha continuato Corridoni – è che ci sono uomini e donne che vengono da esperienze diverse e che fanno politica a prescindere dai partiti: questa è quella che ritengo la bella politica. È inoltre importante  – ha aggiunto la referente Prc – che i giornalisti siano qui a manifestare, oltre che a prendere nota di ciò che sta succedendo: chiediamo la libertà di stampa. E alla stampa chiediamo di essere libera: che faccia, cioè, inchiesta”.

Anche alcuni sindacalisti hanno aderito al girotondo di protesta: Angela Alvisi ha annunciato come la Cgil  “sostenga e continuerà a sostenere manifestazioni come questa, perché hanno un valore elevatissimo contro i costanti attacchi alla Costituzione. È  finito – ha aggiunto Alvisi – il tempo della delega: tutti devono farsi parte attiva, ogni cittadino deve assumersi l’etica della responsabilità delle proprie scelte e dei propri comportamenti”.

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