Cronaca
11 Giugno 2010
Con l’accusa di concussione e rivelazione di segreti d’ufficio. Con loro anche un imprenditore

Caso Niagara, carabinieri Noe rinviati a giudizio

di Marco Zavagli | 2 min

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Due ex carabinieri del Noe e un imprenditore bolognese sono stati rinviati a giudizio dal tribunale di Bologna per il caso Niagara. Il gup ha accolto la richiesta della procura e il 1 ottobre si terrà il processo per concussione e rivelazione di segreti d’ufficio a carico del maresciallo Sergio Amatiello, del carabiniere Vito Tufariello  e dell’imprenditore Marco Varsallona.

L’inchiesta è stata avviata a seguito della denuncia del legale rappresentante della Niagara (azienda di Poggio Renatico che smaltisce rifiuti industriali speciali e pericolosi), Mauro Carretta: i fatti che saranno oggetto di dibattimento sarebbero partiti a seguito di un’ispezione del Noe presso la società – nel febbraio 2008 – e si sarebbero protratti fino a dicembre dello stesso anno.

Nel capo di imputazione si ipotizza che i due militari, in concorso con Varsallona (tra l’altro legati, secondo la procura, dall’idea di costituire tra loro una società di consulenza in materia ambientale), indussero Carretta – attraverso pressioni ed intimidazioni sui funzionari dell’azienda – a promettere loro una somma di denaro intorno ai 20 mila euro. Il versamento della tangente però non ci fu: Carretta fece un primo incontro con Varsellona (microfonato, d’accordo con il reparto investigativo dell’Arma di Ferrara), durante il quale pattuì la somma: secondo l’accusa però i due carabinieri mangiarono la foglia e il versamento saltò.

Oltre a questo capo di imputazione, per i militari pende anche l’accusa di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, relativamente alla fase della stesura della informativa finale sull’esito delle indagini sull’azienda: i due carabinieri avrebbero informato due dipendenti della Niagara, Fabiana Cosmar e Davide Gherardi, di intercettazioni a loro carico, promettendo indicazioni utili alla loro difesa.

La decisione del gup non scompone la difesa, rappresentata dall’avvocato Claudio Maruzzi del foro di Ferrara, con Mariano Rossetti, Marco Zanotti e Desi Bruno del foro di Bologna per i due carabinieri. Marco Caroppo e Stefano Manzini sono i legali dell’imprenditore. “Al dibattimento gli indagati si presenteranno sereni, determinati e fiduciosi che, in quella sede, quando  finalmente tutti i temi verranno attentamente analizzati nel merito, verrà fatta piena luce sulla vicenda”. Questo il commento dei legali, che ricordano che “il provvedimento reso oggi dal gup non consiste in  un giudizio di condanna, ma semplicemente dà atto del fatto che in una situazione così complessa e controversa, dove le fonti di prova di accusa e difesa sono numerosissime, solo una completa istruttoria dibattimentale potrà fornire una definitiva risposta di conferma circa la proclamazione di completa innocenza degli indagati”.

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