Economia e Lavoro
8 Giugno 2010
La Tai-Je chiede l’incontro ma poi lo diserta. La rabbia dei sindacati

Oerlikon, la cordata diserta l’appuntamento

di Marco Zavagli | 2 min

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Una situazione di crescente degrado e insicurezza che, secondo i residenti, si trascina da circa un anno. È quanto denunciano gli abitanti di via Franceschini, in zona Doro, attraverso una lettera, nella quale chiedono alle istituzioni "un intervento serio, coordinato e umano" per affrontare le criticità legate ad alcune palazzine incompiute e in stato di abbandono presenti nella zona

L’ospite più atteso non è arrivato. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro istituzionale sulla situazione Oerlikon di Cento, previsto ieri pomeriggio nella sede di Unindustria Ferrara. Al tavolo di via Montebello c’erano tutti, dall’azienda Graziano Trasmissioni, alla Provincia, al Comune, agli industriali, fino ai sindacati, provinciali e nazionali. Ma proprio chi aveva chiesto quel confronto per spiegare il proprio piano industriale e presentare le proprie credenziali finanziarie non si è presentato.

I rappresentanti della cordata Tai-Je si è giustificata parlando di un “disguido”. “Siamo sconcertati” è il commento dell’assessore provinciale Carlotta Gaiani che legge questa diserzione come “un chiaro segnale”. L’incontro è stato aggiornato al 18 giugno, mentre a questo punto dovrebbe saltare il tavolo ministeriale previsto per domani a Roma, per il quale il summit di oggi era condizione propedeutica. “Il tempo non gioca a nostro favore – avverte Gaiani -, visto che da qui a tre settimane la Tai-Je in teoria dovrebbero partire con la nuova attività”.

“Disillusione” è quella provata anche dai sindacati, con Walter Chessa della Fim-Cisl che confessa come “sotto sotto me l’aspettavo: questo atteggiamento conferma le mie perplessità. Il rischio è di prendere in giro gli oltre 200 dipendenti (in cassa integrazione fino ad ottobre, ndr)”.

Se verso il potenziale acquirente le parole sono tutt’altro che tenere, Chessa non concede nulla nemmeno al venditore, la Graziano Trasmissioni. “Da quando si è fatta avanti questa cordata – rileva polemico – l’azienda sta disattendendo gli accordi definiti a livello ministeriale, ossia la possibilità di collocazione in mobilità a fini pensionistici e la facilitazione per quei lavoratori che trovano una ricollocazione esterna”. Insomma fino a prova contraria “i dipendenti della Oerlikon sono della Oerlikon”.

A questo punto i sindacati torneranno a “chiedere tavoli per cercare anche nuovi interlocutori”.

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