I bei tempi andati
Nel suo blog Faccio il Sovversivo 2.0 parla dei "Bei tempi andati", quelli in cui "non necessariamente stavamo meglio" ma siamo sopravvissuti trasformando "le nostre cazzate in ricordi nostalgici"
Nel suo blog Faccio il Sovversivo 2.0 parla dei "Bei tempi andati", quelli in cui "non necessariamente stavamo meglio" ma siamo sopravvissuti trasformando "le nostre cazzate in ricordi nostalgici"
Da ebreo-israeliano non posso fare a meno di pensare in termini di Olocausto: la distruzione di Gaza mi ha permesso di comprendere meglio non solo le storie delle vittime, ma anche quelle dei carnefici
Credo che la domanda più urgente che tutte le società dovrebbero porsi sia: come riconoscerete il criminale quando sorgerà dalla vostra stessa gente – in vostro nome, in nome dei vostri figli – per legittimare i suoi crimini?
Un paese dove tutti si conoscono. Dove ci si saluta al bar, dove si va alla stessa sagra, dove i nostri nonni hanno lavorato la stessa terra. Perché, da un po' di tempo a questa parte, se il tuo vicino ha la pelle di un altro colore, diventa automaticamente un...
Un poeta anarchico, libertario, rivoluzionario
Ti ho conosciuto partigiano di 90 anni, persona meravigliosa e istruita.
Che fervore avevi nel raccontare gli anni della seconda guerra mondiale, gli anni della resistenza, gli anni in cui hai deciso di non abbassare la testa… Ciao Partigiano, anzi bella ciao Partigiano cattolico, partigiano di tutti.
Quando ti chiamai insieme all’indimenticato Simioli per raccontare la tua storia sul libro “Differenti” di Matilde Morselli eri entusiasta e orgoglioso di partecipare… avevi ragione ad esserlo.
Ricordo quel pomeriggio in cui ci facesti piangere tutti raccontando il modo in cui diventasti Partigiano.
Raccontavi che eri originario di Viadana (MN), tua mamma lavorava in campagna e tuo papà faceva il facchino, organizzava le feste del 1 Maggio per essere alternativo al fascismo. Quella notte che vennero per dargli delle botte fu indimenticabile perché aveva la schiena livida e non piangeva mentre tua madre era disperata, tu eri a dormire e ti venne a svegliare perché ti voleva far vedere di cosa erano capaci, da quella notte hai cominciato la resistenza…
Eravate un bel gruppo di giovani tutti sui 17/18 anni e cominciavate a pensare che bisognava reagire, vi siete organizzati e rischiavate tantissimo facendo passare da una riva all’altra del fiume Po chi vi indicavano.
Quella fu la tua resistenza, dicevi non una gran cosa in confronto ad altri ragazzi, però fu un inizio, un invito alla libertà.
Non si pensava che ragazzi della vostra età potessero fare quello che avete fatto.
Ciao Clemente Partigiano indimenticabile, mi emoziono a scrivere queste parole pensando al mondo che ci volevate lasciare.
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