L'inverno del nostro scontento
8 Agosto 2026

Francesco Guccini: contro ai re e ai tiranni, sempre

di Girolamo De Michele | 2 min

Leggi anche

Il genocidio spiegato a Erri De Luca

Pare assurdo: uno che ha fatto il volontariato nell'ex Yugoslavia, dove è accaduto il genocidio di Srebreniza, non sa riconoscere quello di Gaza

È così: ora che è morto Francesco Guccini diventa un uomo per tutte le stagioni. Già si intravede il contest per accaparrarsi il titolo di erede fra i vari strimpellatori che si accalcano per la foto in prima fila – ciascuno di loro ne è stato l’amico sincero, il confidente, insomma il prescelto per proseguirne l’opera: e pazienza se per qualcuno di questi, come dei tanti che vantano di conoscerne le canzoni da sempre, una stanza è un luogo pieno di mobili, e un metro è suddiviso in centimetri.

Anche i suoi ideali diventano una marmellata veltroniana buona per qualsiasi fetta di pane – lui che diede del fesso al padre kennediano della sua ragazza, e al suo liberal-progresso contrappose la rivoluzione. L’anarchico rivoluzionario e libertario, ovviamente antisovietico e avverso al PCI – come ogni rivoluzionario di quegli anni, ma che te lo dico a fare? – , che ha cantato il ferroviere anarchico e il comunista Che Guevara, diventa un moderato, quasi apolitico: in fondo era un azionista, un seguace di Carlo Rosselli. Cioè di chi fu assassinato dai sicari fascisti mentre organizzava l’unità antifascista doverosa e necessaria per avviare, come avrebbero poi fatto le brigate partigiane Giustizia e Libertà, la lotta armata contro il nazi-fascismo (e pazienza se qualche divisa nazista è stata risparmiata dal piombo partigiano, e viene oggi buona come costume per l’addio al celibato).

Ma in fondo è vero che, come dice un altro poeta, “la poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve“: ciascuno ha il Guccini che si merita.

 

A noi piace pensarlo ancora dietro al motore
mentre fa correr via la macchina a vapore
e che ci giunga un giorno ancora la notizia
di una locomotiva, come una cosa viva,
lanciata a bomba contro l’ ingiustizia,
lanciata a bomba contro l’ ingiustizia,
lanciata a bomba contro l’ ingiustizia!

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com