Ven 3 Giu 2016 - 203 visite
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Guidi punta su investimenti, edilizia scolastica e un ‘tesoretto’ per la sicurezza

Il candidato di Obiettivo Comune preoccupato dal 'voto di abitudine': "Ma le buone idee non hanno colore politico"

Marcello Guidi

Marcello Guidi

La visione emergente di area vasta potrebbe diventare qualcosa di imprescindibile nei prossimi anni. Dovendo fare i conti con ‘vicini di casa’ forti ognuno nel suo ambito, quale anima di Codigoro rafforzerebbe e farebbe primeggiare all’interno di un ampio territorio del basso ferrarese, ovviamente ponendo le basi nel corso del prossimi anni?.

Siamo assolutamente contrari all’ingresso di gruppi commerciali e società private, non operanti sul nostro territorio, nella gestione dei beni del nostro comune in particolare di quelli turistici, Pomposa su tutti. Mi riferisco alle parole dette da Ted Tomasi nel suo intervento di Venerdì scorso al Teatro Arena. Pomposa si trova nel Comune di Codigoro e da Codigoro deve essere gestita direttamente o attraverso gruppi e associazioni rispondenti alla realtà Codigorese. Esternamente si può richiedere la consulenza di esperti del settore turistico che abbiano gestito con successo realtà come la nostra. Solo dopo avere organizzato e realizzato un progetto turistico funzionale e funzionante, si potrà prendere in considerazione la possibilità di collaborare con i comuni limitrofi per creare un’offerta turistica che tocchi i punti più caratteristici del Delta del Po siti nei vari comuni. L’idea di “area vasta” va valutata a fondo e con cura. Nel momento in cui ci saranno situazioni paritetiche di capacità nei vari settori si potrà anche ragionare su di una fattiva collaborazione.

Opere pubbliche, il programma triennale 2016-2018, approntato dall’amministrazione uscente prevede investimenti per 8,6 milioni ripartiti su 23 diversi interventi differenziati in base ad una scala di priorità da 1 a 3. Quali progetti manterrebbe in programma e di quali farebbe a meno? Giudica fattibile la possibilità di reperire capitali privati utili alla realizzazione degli stessi?

Se parliamo per esempio della manutenzione delle scuole, non c’è neanche da chiederlo è chiaro che siamo favorevoli anzi mi domando perché si è aspettato tutto questo tempo, nel plesso scolastico di Pontelangorino sono almeno sei mesi che piove dentro. Oltre che doveroso farlo è un’opportunità lavorativa per tante imprese della zona. Durante la nostra campagna elettorale abbiamo battuto molto sul tasto dello spreco di denaro pubblico per opere “estetiche” a dispetto di comparti, come quello del lavoro, che necessitano di fondi a supporto delle imprese, dell’artigianato, del commercio e del turismo. Non siamo contrari alle opere pubbliche, ben vengano, è giusto che i cittadini che pagano le tasse, siano ricompensati con strutture e servizi. Siamo basiti dal fatto che tante di queste opere siano state già finanziate, realizzate, non sfruttate, abbandonate e ora necessitino di ulteriori investimenti per riportarle alla funzionalità. Se si crea qualcosa, deve esserci un chiaro progetto di realizzazione ma anche di sfruttamento e sviluppo. Tante delle opere pubbliche che sono state proposte, si potrebbero realizzare, con costi decisamente più contenuti, migliorando o riqualificando le strutture già esistenti. Poste le giuste regole di utilizzo e sfruttamento i capitali privati devono essere assolutamente una risorsa da tenere in considerazione.

In ambito culturale/turistico, nessuno dei vostri programmi elettorali menziona l’evento fieristico di Santa Croce, giunto lo scorso anno alla 344esima edizione e definito in più di un’occasione dall’amministrazione uscente “un appuntamento strategico per la sua importanza storica e per la concreta opportunità che esso rappresenta per le attività produttive locali”. Quali prospettive, che siano di crescita, di mantenimento o di ridimensionamento, immagina per l’evento e per le sagre gastronomiche del territorio (Pomodoro, Patata e Zucca)?

Aldilà dell’indiscutibile importanza storica, la fiera di Santa Croce, gestita in questo modo è sempre più povera e meno attraente, allo stato attuale senza una decisa inversione di tendenza non vedo tutte queste “opportunità per le attività produttive locali” gli eventi, le mostre e i punti di interesse sono sempre di meno e i rimanenti sono sempre gli stessi. L’inversione di tendenza la puoi avere solo organizzando un tavolo di lavoro con tutte le realtà del territorio, amministrazione, associazioni, gruppi di volontariato, gruppi privati e attività produttive. Sentito il parere di tutti e soprattutto con l’aiuto di tutti, cercare di confezionare un prodotto godibile che crei interesse e curiosità nel pubblico che si vuole attrarre. La ricetta per le Sagre è la stessa, fortunatamente c’è da dire che essendo queste ultime, gestite prevalentemente da associazioni, che cercano attraverso questi eventi di autofinanziare le proprie attività, hanno un taglio decisamente più imprenditoriale; puntando principalmente sulla qualità dell’offerta, il prodotto finale non può che guadagnarne.

Anche qui ritengo che una amministrazione lungimirante debba cercare di supportare e facilitare la realizzazione, sia di nuovi eventi sia di quelli esistenti, anche dal punto di vista organizzativo e burocratico. Ogni genere di idea/evento, che possa portare pubblico e richiamo nel nostro comune deve essere vagliata con attenzione. La più piccola iniziativa fatta oggi con cura e man mano migliorata nel tempo può risultare nei prossimi anni una realtà concreta, vedi per esempio le varie sagre: radicchio, asparago, anguilla.

Il lavoro e le politiche occupazionali sono in cima ai programmi anche dei suoi avversari e questione molto sentita dalla cittadinanza. Aldilà dell’aspetto quantitativo, da lei o da un suo avversario esplicitati, quale contributo conta di dare all’occupazione di qualità e di prospettiva, in un territorio che vede tanti occupati precari o stagionali?

Piccola digressione: da Codigorese, mi ha fatto male, durante la conferenza organizzata dal PD la settimana scorsa al teatro Arena, assistere all’enorme spot pubblicitario fatto alla zona Sipro di Ostellato con l’invito finale ad investire là e non qui, il tutto condito da applauso finale. Detto questo, il lavoro è assolutamente il mattone in cima alla nostra piramide dell’interesse, se non si fa ripartire il comparto occupazionale è finita per tutti. Investimenti Start up, defiscalizzazione, accesso agevolato al credito, sburocratizzazione, miglioramento della viabilità dei servizi e delle infrastrutture, sono tutte ottime idee ma che necessitano tutte di grossi investimenti e con grossi investimenti bisogna intervenire, da qui la nostra insistenza nel calibrare meglio le spese di altri comparti e spostare il maggior numero di fondi sul fronte lavoro e occupazione. Non c’è una formula magica, basta ascoltare le necessità di chi già vive quotidianamente questa realtà e mettersi al servizio di chi ogni giorno coraggiosamente lotta per mantenere in piedi la propria impresa e garantire gli stipendi dei dipendenti. Molti comuni in tutta Italia si sono trovati nella nostra situazione e ne sono usciti, perché non studiare le metodologie e le soluzioni che hanno adottato, sia per mantenere le imprese esistenti sia per creare terreno fertile per le nuove? Chiaro che quando parlo di imprese mi riferisco anche a commercio, turismo e artigianato. Ogni posto di lavoro mantenuto o creato oggi è prezioso. La nostra eventuale amministrazione non sarà di fianco delle imprese sarà al loro servizio.

Quali interventi ritiene debbano essere spesi nell’ambito della sicurezza dei suoi cittadini?

Come dicevo nelle precedenti domande, lavorando sul bilancio, cercheremo di crearci un “tesoretto” al fine di poter sostenere economicamente una presenza costante per il maggior numero di ore possibili delle nostre forze di Polizia Municipale e magari renderle più libere di presidiare le strade, sgravandole da compiti prettamente amministrativi. Oggigiorno anche la tecnologia ci viene incontro e riteniamo due progetti particolarmente validi, già applicati con successo in alcuni comuni del Ferrarese. Si tratta di Targa System e Rilfedeur. Il primo una volta installato permette di monitorare costantemente gli accessi al paese, rilevando come una normale ZTL la targa del veicolo in questione. Tutte le targhe sono immesse in tempo reale in un database e confrontate con migliaia di altre targhe, se tra queste si notano “anomalie” rilevanti per le forze dell’ordine (veicoli rubati, non assicurati o sospetti) il sistema evidenzierà il fatto e si potrà rapidamente procedere a controlli o indirizzare le indagini in una precisa direzione. Rilfdeur (Rilevazione Fenomeni Degrado Urbano) invece presuppone una attiva collaborazione tra i cittadini e le forze dell’ordine, permettendo all’utente, tramite il proprio cellulare, di inviare direttamente alla sala di controllo immagini o messaggi relativi al fatto illecito di cui è testimone e grazie ad un satellite fare conoscere la propria posizione in tempo reale alle forze dell’ordine, che potranno così prontamente intervenire.

Capitolo scuola e università, si impegnerebbe per riavere a Codigoro i corsi di studio sulle professioni sanitarie dell’Università di Ferrara oppure punterebbe a potenziare altri comparti come l’istruzione superiore e la formazione professionale?

Ritengo che l’offerta formativa debba essere sempre promossa ai massimi livelli, per cui ben venga ogni corso di studio universitario che si possa proporre a Codigoro. L’offerta della proposta formativa territoriale passa inevitabilmente attraverso il potenziamento dei poli scolastici sia pubblici che privati in termini di miglioramento delle infrastrutture, del materiale tecnico informatico e dei trasporti per gli studenti. L’amministrazione si deve adoperare per permettere e incoraggiare sia i giovani sia i cittadini in difficoltà del comprensorio Codigorese ad accedere e usufruire di corsi per crescere in professionalità. Per cui strutture come il CFP Cesta, che da pochi anni fanno parte dell’offerta formativa del nostro territorio, con corsi, che anche grazie a finanziamenti comunitari possono avere uno sbocco lavorativo. Magari accompagnati da uno studio di Marketing sulle reali necessità lavorative delle aziende, al fine di formare figure professionali immediatamente spendibili nelle realtà lavorative locali.

Quale delega terrebbe per sé in giunta?

All’interno della nostra lista, abbiamo cercato di avere un “esperto del settore” per ogni assessorato, persone le cui professionalità quotidiane possano essere messe a disposizione dei cittadini. Per cui preferisco avere una persona di fiducia che segua le problematiche a tempo pieno. Se proprio mi vedessi costretto a mantenere una delega sicuramente le attività produttive, perché è quella più legata allo sviluppo del territorio, che rimane la pietra miliare del nostro programma.

Quanto la preoccupa il dato sull’astensionismo alle urne? In percentuale qual è la sua previsione? E sulla lista vincente?

Più che l’astensionismo mi preoccupa il “voto di abitudine”. La lista PD, che reputo largamente favorita, è chiaramente una propaggine dell’amministrazione uscente. Pertanto andrebbe valutato attentamente quanto promesso alle precedenti elezioni, quanto realizzato realmente e quanto promesso alle attuali elezioni. Non capisco perché tutte le soluzioni ora proposte non siano state applicate prima visto che parliamo di problemi esistenti da almeno 10 anni, come in particolare nell’ambito del lavoro, gli imprenditori riuniti durante l’incontro con la CNA ci hanno evidenziato. Durante la nostra campagna elettorale, abbiamo cercato di fare leva sulla voglia di cambiamento dei cittadini, speriamo di avere toccato le corde giuste e di portare dalla nostra parte la maggior parte degli astenuti nella precedente tornata elettorale, circa il 33%. Non faccio previsioni, qualsiasi ruolo ci verrà assegnato, lo porteremo avanti con impegno. Il nostro desiderio è cercare di migliorare le cose per tutti, le buone idee non hanno un colore, sono buone e basta da qualunque parte vengano. Se le riterremo utili per i cittadini le proporremo o eventualmente le appoggeremo, diversamente, faremo tutto quanto è in nostro potere per ostacolarle.

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