gio 15 Mag 2014 - 4129 visite
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Cona, Tagliani: “Oggi nessun Ferrarese tornerebbe in Giovecca”

E dopo i 21 milioni di euro, ne serviranno altri 10 per la metro di superficie

unnamed“Noi cerchiamo non di urlarci improperi in faccia ma di discutere dei singoli capendo quali contenuti trarre da chi ci lavora”. Alla notizia del giorno, quella dell’offesa della Morghen al Pd pubblicata da Estense.com, il ricandidato sindaco Tiziano Tagliani non ha dedicato più di una frase all’inizio dell’incontro di ieri sera dedicato alla sanità, un incontro organizzato da Ferrara Concreta, una delle liste che lo sostengono, all’hotel Europa. Il medico Francesco Levato, in lista con Ferrara Concreta, gli ha chiesto di spiegare ai circa quarantacinque professionisti del settore presenti cosa pensa del rapporto fra le due aziende sanitarie, del futuro dell’anello (la Casa della Salute) e della semplificazione burocratica per le attività libero professionali.

Il sindaco ci ha tenuto a ricordare innanzitutto la strada compiuta dopo il trasferimento a Cona. “Certo c’è una metropolitana da finire, il cui ultimo progetto costa dieci milioni di euro in più (oltre ai 21 milioni già stanziati, ndr) che anche il Comune deve reperire – ha risposto il primo cittadino – ma oramai non ci approcciamo più al tema Ospedale dal punto di vista logistico. Eppure siamo stati fortemente distratti dai problemi logistici, occupandoci solo dopo il trasloco di cosa avrebbe significato andare a lavorare lì. Non oso dire che tutti i problemi sono risolti, ma oggi il tema sono l’organizzazione del lavoro e la difesa delle realtà professionali”.

A due anni esatti dall’inizio del trasloco, dunque, la valutazione che il primo cittadino dà di quella operazione e in generale del nuovo nosocomio è estremamente positiva. “L’anello di Giovecca era un ambiente famigliare, ma oggi nessun Ferrarese tornerebbe lì, perché non c’erano le condizioni. Cona, invece, è stato uno straordinario passo avanti per salvare la sanità ferrarese, e ricordiamo che l’ospedale di Baggiovara non ha risolto così velocemente i suoi problemi”.

Oggi gli argomenti rimasti aperti vanno affrontati con un metodo, secondo Tagliani: restando uniti, sia come territorio (vale a dire da Goro a Cento), sia per addetti e istituzioni, vale a dire entrambe le aziende, gli enti locali, l’università e i professionisti. “Noi chiediamo alle nostre realtà di decidere una linea di sviluppo dei prossimi anni: dobbiamo essere capaci di fare da hub. Però dobbiamo giocare tutti nella stessa squadra, dai professionista delle lande di Goro al rettore”.

In vista del 25 maggio un ironico auspicio del sindaco, che se fosse serio non farebbe piacere a tutta la sua coalizione: “spero che il Pd prenda il 50% e Ferrara Concreta l’altro 50%”. Non proprio una gioia per Centro democratica e Sinistra e libertà.

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