Cronaca
24 Febbraio 2010
Oggi l’ultimo saluto al feretro che tornerà in Marocco per i funerali

Tre indagati per la morte di Sahid

di Marco Zavagli | 2 min

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La preghiera davanti alla bara di Sahid

Tre persone indagate per la morte di Sahid Belamel. La squadra mobile ha completato una prima parte del mistero che circonda le ultime ore di vita del 25enne marocchino abbandonato a se stesso la notte di San Valentino a Ferrara. Chi è sospettato di non averlo aiutato è ora indagato per omissione di soccorso aggravata dall’evento morte. Si tratta del tassista, P.C., 55 anni, che fu chiamato quella notte e, vedendolo in pessimo stato, completamente ubriaco, suggerì di chiamare un’ambulanza. Sotto accusa sono finiti anche uno degli addetti alla sicurezza, S.B., 37 anni, che lo vide in quello stato, e l’amico, o uno degli amici, che era in discoteca con lui quella sera, M.Z., marocchino di 24 anni.

Il puzzle ricostruito dagli investigatori manca ancora di alcune tessere. A rendere ancora più difficoltoso il compito degli inquirenti è la serie di dichiarazioni discordanti rese dai protagonisti di questa vicenda. C’è chi è stato sentito una prima volta e che smentisce se stesso offrendo ricostruzioni opposte a quanto riferito in precedenza. C’è chi sostiene che il ragazzo si sia ripreso e mostrasse di essere padrone di sé. C’è chi infine, assicura che il taxi non è mai arrivato davanti al locale oppure che sono state due le chiamate, circostanze queste smentite dai fatti.

Il rimpallo di responsabilità collettivo rende sicuramente difficile da stabilire se ci siano e quali siano i reali addebiti per i tre indagati. Un numero questo che potrebbe salire nel prosieguo dell’inchiesta. Rimane ancora aperta, infatti, la pista che potrebbe condurre a chi uscendo dal locale ha percorso in auto la stessa strada dove verrà trovato, ormai agonizzante, Said. In quel frangente, si ricorderà, le telecamere, intorno alle 5 di mattina, riprendono in via Colombo il ragazzo seminudo – a circa 700 metri di distanza da dove i testimoni dicono di averlo visto l’ultima volta – che chiede aiuto. Ma nessuna macchina si fermerà e lui morirà di freddo, per ipotermia.

Intanto proprio ieri è stato dato l’ultimo saluto al 25enne da parte degli amici che non seguiranno Sahid in Marocco. Nel cortile della camera mortuaria del’ospedale Sant’Anna, la bara con il suo corpo è stata girata verso la Mecca per le preghiere funerarie in rito islamico.

La salma ora verrà rimpatriata con un aereo diretto a Casablanca per celebrare i funerali nella cittadina di Sidi Bennowr El-Jadida, dove il giovane è nato e dove abita tuttora al sua famiglia, che aspettava di accoglierlo in occasione delle sue prossime nozze. Seguirà il feretro il fratello che doveva venire dalla Germania per accompagnare Sahid in questo ultimo viaggio.

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